Super Stoner fa subito il vuoto Soltanto Rossi riesce a vederlo

MotoGp del Qatar, si riparte col duello più atteso e Valentino si arrende alla
Ducati: "Ho pensato: meglio secondo che steso...". Lorenzo 3° con
l’altra Yamaha

Losail (Qatar) - Ormai non è più solo una sfida in pista, ma è anche - e soprattutto - un confronto psicologico, iniziato lo scorso luglio a Laguna Seca. Da una parte Valentino Rossi, otto volte campione del mondo, il fenomeno assoluto, il punto di riferimento del motociclismo, dall'altra Casey Stoner, l'unico pilota al mondo capace di mettere in difficoltà Valentino, l'unico che sia riuscito veramente a batterlo in pista. I due si stimano, ma non si amano: «Se non fossi Stoner, tiferei per Rossi», dice l'australiano, «Bisogna vedere se lo pensa veramente», risponde l'italiano, che non condivide alcuni modi di fare del rivale. Il quale, da parte sua, sopporta a fatica il carisma di Rossi, a suo modo di vedere troppo coccolato.

Così quando domenica notte, dopo la pioggia che ha costretto gli organizzatori ad annullare la gara, dopo mille riunioni per decidere il da farsi e coprire un regolamento vergognosamente lacunoso, i due si sono trovati uno a fianco all'altro per esprime la propria opinione, ancora una volta erano distanti anni luce. «Si può correre lunedì sera», ha detto Valentino, «Non ci sono le condizioni per farlo, la gara va annullata», ha replicato Casey, che uscendo dalla riunione dei piloti è sembrato piuttosto seccato, perché, «naturalmente, si farà come dice lui».

Così, quando 24 ore dopo è salito nuovamente in sella alla sua Ducati, Stoner era indiavolato, con un solo obiettivo in testa: dimostrare che la sua richiesta di non correre non era certo dettata dalla paura della sfida. Dall'altra parte, Rossi voleva ripetere l'impresa di Laguna Seca, quando nonostante una evidente inferiorità in prova era riuscito comunque a vincere la gara e ad annientare psicologicamente l'avversario: battere Stoner in Qatar, dove Casey e la Ducati erano imbattuti dal 2007, avrebbe rappresentato una bella mazzata, al di là della semplice vittoria. Con questi stati d'animo è iniziata la prima gara del 2009, per la verità in una strana atmosfera, tipo partita di calcio a porte chiuse. Ma a differenza di quanto successe l'anno scorso negli Stati Uniti, il campione della Ducati non si è fatto intimorire e al termine del primo giro aveva già oltre un secondo di vantaggio. Nelle sue condizioni preferite, ha impostato un ritmo indiavolato, resistendo facilmente al furibondo ritorno di Rossi, scattato non troppo bene al via. Valentino ha tenuto duro per metà gara, ma poi anche lui ha dovuto arrendersi all'avversario.
«Nel primo giro - ripercorre il Gp Rossi -, lui è stato molto bravo, però stavo recuperando e speravo di prenderlo. Ma dopo la pioggia di domenica l'asfalto era più aggressivo e ho avuto qualche problema con l'anteriore. A quel punto ho dovuto scegliere: mollare o stendermi per andare a prenderlo. Ho fatto due conti e ho preferito rallentare un po'».

L'analisi di Valentino inquadra perfettamente una gara dominata da Stoner, con i due che hanno fatto un altro sport come accadeva l'anno scorso. E rispetto al 2008, l'australiano della Ducati sembra ancora più determinato. «Siamo più competitivi dell'anno scorso, la moto è migliorata, mentre io devo progredire fisicamente», è la chiusura di Casey. A completare il podio, Jorge Lorenzo, con Andrea Dovizioso quinto e Loris Capirossi, purtroppo, caduto mentre lottava per la sesta posizione.