An supera le divisioni per essere più forte nel Partito della libertà

Gadolla: «Lavoro con gli alleati per pianificare il futuro» E Plinio è d’accordo

Chi pensava che a frenare la nascita del Pdl potesse essere la componente di Alleanza nazionale è servito, almeno in Liguria, dalle parole dei dirigenti del partito e da quelle degli eletti, insomma da tutti quegli stessi esponenti che, molto spesso, non si sono risparmiati frecciatine velenose e battibecchi anche a mezzo stampa. Come dire che si può anche pensarla diversamente, all’interno dello stesso partito, su moschea e voto agli immigrati, ma non sulla costruzione della casa comune, del Partito della Libertà.
Gianfranco Gadolla, presidente della Federazione provinciale genovese di An assicura che tutto il partito si stia «avviando compatto alla costituente dei gruppi unici, apportando al nuovo soggetto politico la storia, i valori, i principi che hanno sempre caratterizzato il vissuto della destra italiana». Parle che non devono suonare retoriche. Anche perché lo stesso Gadolla spiega la necessità dell’unità di An con esigenze anche pragmatiche. «Invito al superamento di quelle divisioni che, in varie occasioni, hanno nel passato caratterizzato la realtà genovese di An - entra nel merito senza ipocrisie - anche perché è importante partire alla pari con gli altri alleati». C’è da costruire tanto, ci sono gruppi da unificare in consiglio regionale, in quelli provinciali e anche in molti Comuni di grande rilevanza. Il rischio che alla rappresentanza di An restino le briciole anche per colpa delle divisioni interne è da evitare a tutti i costi. Anche perché il 21 novembre, data della convention di Varazze, si avvicina. E quello sarà un momento decisivo per la nascita del Pdl in Liguria.
«Ma stiamo lavorando da tempo con gli altri coordinatori - rettifica Gadolla - Continuiamo a vederci, mettiamo anche dei paletti e decidiamo la metodologia delle scelte. Ad esempio, ci sono le assemblee principali in Regione, in 4 Province e nei 4 Comuni capoluoghi. Mica si può dire che sei capigruppi saranno di Forza Italia e tre di An. Nessuno può imporre un capogruppo se questo non ha la stima dei consiglieri. La scelta sarò sempre una mediazione tra fiducia e equilibrio politico tra le forze. Ecco perché, non ce lo nascondiamo, sarà un percorso anche lungo e difficile. Ma da fare perché porterà benefici».
Chiarissima la posizione di Gadolla. Che coincide perfettamente con quella di Gianni Plinio, suo tradizionale amico-nemico nel partito. «È ormai cominciato il conto alla rovescia che porterà alla fondazione del partito del Popolo della Libertà ideato da Berlusconi e Fini - sottolinea il capogruppo di An in Regione - Assai significativo e bene augurale è, a fronte delle divisioni e delle contraddizioni della sinistra, lo spirito di unitarietà sostanziale e di collaborazione con cui tutti i soggetti interessati si avvicinano allo storico appuntamento. Gli uomini, le donne ed i giovani di An, anche in Liguria, vanno verso il Pdl condividendone il progetto politico ma anche in rinnovata unità interna e con la forza dei Valori, delle Idee, della Storia e delle battaglie della Destra politica». E nelle sue analisi tornano i concetti del confronto a viso aperto. «Gli esponenti di An accettano, con determinazione e con speranza, questa nuova sfida senza complessi di inferiorità ed a testa alta - aggiunge - con l’orgoglio e la consapevolezza di chi è già stato protagonista in momenti talora difficilissimi della storia politica e vuole, in mutate condizioni e forme, continuare ad esserlo nel superiore interesse della comunità». Tantopiù, conclude Plinio, che parlare di destra non è più un tabù: «Sono d’accordo con Baget Bozzo quando auspica la legittimazione della parola Destra per indicare un governo come l’attuale che si fonda sul valore morale del vincolo del Paese a se stesso e quindi sull’autorità e sulla tradizione e condivido l’opinione di chi sostiene che a riempire di contenuti l’azione e la prospettiva del centro-destra deve essere il “Manifesto dei Valori”».