Superbanca, Salza: «Santander fuori dai giochi»

Zaleski sale al 2,5% di Sanpaolo. Le barricate contro Madrid

da Milano

L’obiettivo è raggiungere almeno il 2% di Intesa Sanpaolo: Romain Zaleski, uno degli uomini più vicini al presidente Giovanni Bazoli, stringe la cintura di sicurezza intorno al nuovo campione del credito nazionale annunciando di aver raggiunto il 2,5% di Torino. Un arrocco preventivo rispetto al possibile attacco venerdì in assemblea straordinaria da parte del Santander, che ieri è stato ufficialmente escluso dalla cabina di comando dal presidente di Piazza San Carlo, Enrico Salza.
All’indomani della fotografia con cui la Consob lo ritraeva tra i grandi soci del Sanpaolo, Zaleski ha così portato a 792 milioni il proprio impegno complessivo nell’istituto torinese (31,6 miliardi la capitalizzazione in Piazza Affari) grazie ad alcuni acquisti realizzati in «questi ultimi giorni».
Una prova di forza che sembra gelare le speranze nutrite da Madrid di raccogliere, con l’aiuto dei consulenti di Deutsche Bank, una minoranza di blocco in vista dell’assemblea. «Non ho preoccupazioni», ha ribadito ieri Salza mentre in Borsa Milano e Torino chiudevano rispettivamente a 5,4 e 16,89 euro per un concambio implicito di 3,127 titoli contro uno (3,115 quello proposto dai cda). Considerando l’1,58% detenuto da Zaleski in Ca’ de Sass, l’obiettivo del 2% post fusione è quindi centrato ma il patron della Carlo Tassara ha aperto anche alla possibilità di blindare l’intera quota nel patto di sindacato della superbanca affidata a Corrado Passera. Con Zaleski cresce così il peso «politico» nel comitato di sorveglianza di Bazoli, accanto al quale siederà come vicepresidente l’uomo forte delle Generali, Antoine Bernheim. Tramontata la candidatura di Alfonso Iozzo per l’impegno alla Cdp, Salza ha invece confermato che per l’altra vicepresidenza sarà prescelto un uomo della Compagnia di Sanpaolo: quasi sicuramente l’ex rettore del Politecnico, Rodolfo Zich.
A rimanere lontano dalle leve di comando, comitato di gestione compreso, sarà tuttavia il Santander: «Li abbiamo interpellati, ma loro in questa prima fase, hanno preferito tenersi da parte», ha spiegato Salza sottolineando la convenienza reciproca di conservare rapporti amichevoli. Dopo aver votato contro la fusione con Intesa in cda, gli spagnoli hanno tuttavia ingaggiato un duro confronto sul concambio nella convinzione che Torino sia stata sottovalutata.
Spetterà, invece, al piano industriale chiarire la fattibilità di costruire una sgr paneuropea attorno a Eurizon-Caam coinvolgendo il Crédit Agricole. Progetto che ha ricevuto l’appoggio di Paolo Fumagalli: «Credo molto nell’iniziativa», ha detto il presidente di Intesa Vita, la joint venture bancassicurativa con il Leone che avrà il 5% di Intesa-Sanpaolo.