Superbanca, Zaleski bussa a Bankitalia

Ca’ de Sass ricompra l’ex Nextra con uno «scorporo inverso». Si rafforza Eurizon

da Milano

Nelle stesse ore in cui Intesa e il Crédit Agricole firmavano lo spezzatino di Caam, Romain Zaleski ha spinto i pulsanti istituzionali per avvicinarsi al 6% della superbanca. Il finanziere franco-polacco, da sempre vicino al presidente Giovanni Bazoli, ha infatti incontrato il governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Obiettivo: «Parlare della situazione» di Ca’ de Sass e ottenere la dispensa della Vigilanza per superare il 5% del capitale», ha ammesso lo stesso Zaleski all’agenzia Mf Dow Jones aggiungendo che Via Nazionale avrebbe avviato l’istruttoria già in giornata «perché ci vorrà tempo per la risposta. Non arriverà subito». «Andare dal governatore è una forma di rispetto» ha proseguito il finanziere transalpino trapiantato in Val Camonica che, con un investimento da 1,85 miliardi, si è già portato al 4,95% di Intesa mettendo nella cassaforte della Carlo Tassara gran parte della quota ceduta dall’Agricole. Da sistemare rimane però il restante 0,9% venduto da Parigi, sui cui Zaleski avrebbe firmato un contratto di equity swap, con l’intenzione di «richiamare» il pacchetto non appena ottenuto il via libera di Bankitalia.
«Significa che lo ritiene un ottimo investimento. Lo credo anche io» ha commentato il presidente della Compagnia di San Paolo Franzo Grande Stevens davanti alla miniscalata di Zaleski, ricordandone il fiuto per gli affari e sottolineando come «la banca crescerà ancora, ha le dimensioni per essere aggregante». In realtà però nel capoluogo piemontese non mancherebbe qualche malessere visto che la mossa porterebbe la Tassara al 5,85% complessivo, trasformandola nel secondo azionista del supergruppo alle spalle della stessa Compagnia torinese (8%). Con il rischio di mutare il delicato sistema di contrappesi tra l’anima milanese e quella piemontese su cui poggia il patto di consultazione che le fondazioni dovrebbero firmare entro il 10 febbraio.
La forza d’urto di Zaleski in ogni caso rafforza l’«impronta» di Bazoli nella superbanca che nel frattempo ha proseguito il percorso di allontanamento dell’Agricole ufficializzando la fine di Caam. Verdetto dell’Antitrust a parte, il sogno di creare una super Sgr comune di scala europea era naufragato da tempo e la stessa Banque Verte non nascondeva di ritenere difficoltoso un progetto pur inizialmente accarezzato in alcuni incontri di vertice. A questo punto Ca’ de Sass riacquisterà per 815 milioni circa le masse riferibili al 65% dell’ex Nextra (80-85 miliardi) ceduto nel 2005 a Parigi. Queste confluiranno in Eurizon, rafforzando il polo finanziario guidato da Mario Greco destinato ad approdare in Piazza Affari. Il divorzio dai francesi, come anticipato dal Giornale, sarà però completato con uno «scorporo inverso», concentrando in una newco gli asset destinati a Parigi (25 miliardi) così da permettere a Caam di continuare a operare. Per qualche mese le due realtà convivranno ma tra luglio e ottobre l’intero percorso dovrebbe essere compiuto.