Superbowl, trionfo dei Giants

La squadra di New York ha fermato in finale la corsa dei favoritissimi New England Patriots (che fino all'ultimo atto non avevano mai perso). Il giovane quarterback Ian Manning ha vinto la sfida con la star da copertina Tom Brady

Phoenix - Underdog. Sfavoriti. Li chiamano così in America. I New York Giants hanno battuto nel Superbowl (più seguito del Supertuesday elettorale in programma domani) i New England Patriots che hanno macchiato solo all'ultima partita una stagione fino a ieri sera perfetta. Ai Giants è andata per 17-14 la finalissima della stagione di football americano 2008, al termine di una partita spettacolare e dominata da New York. Con la vittoria di oggi New York ha impedito che i Patrioti stabilissero un record storico: quello di vincere tutte le partite della stagione. I Patriots di Tom Brady, quarterback e uomo copertina del football USa, non ce l’hanno fatta, hanno perso l’ultima, la più importante. Pur in vantaggio per oltre tre quarti della gara, hanno ceduto nel finale a una squadra che è apparsa in ogni momento più concentrata e motivata di loro.

Spettacolo Oltre 100mila persone sugli spalti del Phoenix Stadium di Glendale, in Arizona, e almeno 90 milioni di persone a casa hanno assistito all’evento, trasmesso in diretta dalla Fox di Rupert Murdoch (uno che pur essendo dichiaratamente conservatore con il suo quotidiano popolare New York Post ha deciso di appoggiare il democratico Barack Obama nella campagna elettorale in corso). Così in 90 milioni, dall’Illinois al Massachusetts, dalla California a New York (tutti Stati in cui martedì si vota) sono stati testimoni, oltre che di uno spettacolo sportivo, di una giornata a modo suo storica: hanno visto il giovane quarterback di New York, Eli Manning, surclassare il celebrato rivale Tom Brady, un gigante di quasi due metri con la faccia da modello e i muscoli da Schwarzenegger, eletto da un recente sondaggio tra i lettori della rivista People "l’uomo più sexy del mondo" (davanti a gente come George Clooney o Brad Pitt). Brady è apparso lento, ha sbagliato spesso la misura dei lanci e in più di un’occasione gli avversari sono riusciti a metterlo a terra prima che lanciasse.

Sconfitta Per la squadra di New England, partita come grande favorita, la sconfitta è stata una sorta di shock. Per New York è stata al contrario la vittoria di Davide contro Golia. Ottima sul piano difensivo, la squadra di Manning è stata capace di due touch down da manuale, e a differenza degli avversari di realizzare una trasformazione in più. La partita ha fermato l’America, come da tradizione.

Spot Il candidato democratico Barack Obama lo sapeva. Così ha voluto a modo suo essere presente all’evento: è stato l’unico tra i candidati in corsa per la Casa Bianca a far trasmettere nell’intervallo un (costosissimo) spot elettorale. Quel "votate Obama" gli è costato molto, almeno 2,7 milioni di dollari per 30". Ma alla vigilia del Supertuesday, in un contesto che più americano non potrebbe essere, lui è convinto che ne sia valsa la pena. In 30 secondi ha parlato almeno a 90 milioni di persone. E ha fatto vedere loro che lui era lì, tra loro, incollato come loro davanti al Superbowl. In nome del SuperTuesday, naturalmente.