Supercoppa, Milan e Inter a Pechino Cresce l'attesa per la prima grande sfida

Sabato nello stadio Nido d’uccello,
cuore delle Olimpiadi del 2008, andrà in scena la sfida tra le milanesi per il primo vero trofeo della stagione. Allegri: "È una partita secca e saranno importanti le motivazioni, noi ne abbiamo
tante". Dopo la batosta subita a Dublino con il Manchester City (3-0) Gasperini deve correre ai ripari per evitare figuracce

Milano - La Supercoppa da vincere e un mister X da trovare. Il Milan decolla per Pechino, dove sabato prossimo scenderà in campo per un derby anomalo. Nello stadio Nido d’uccello, cuore delle Olimpiadi del 2008, va in scena la sfida con l’Inter per il primo trofeo della stagione. "Il Milan ha grandi motivazioni. Iniziare bene la stagione, con una vittoria a Pechino, non sarebbe male", dice il tecnico rossonero Massimiliano Allegri all’aeroporto di Malpensa, prima della partenza. "Abbiamo lavorato discretamente bene in questi 15 giorni. Sicuramente la squadra non sarà nella condizione ottimale ma sarà importante avere la concentrazione giusta", aggiunge. Il primo derby stagionale rende ancor più speciale l’appuntamento di Pechino. "Oltre al valore della Supercoppa, il primo trofeo della stagione, affrontiamo l’Inter: è un derby e quindi questa sfida acquista un maggior valore", ammette Allegri. "È una partita secca e saranno importanti le motivazioni, noi ne abbiamo tante. Con il caldo e l’umidità che troveremo sarà importante avere, oltre le gambe, la testa giusta".

Inter, primo vero esame per mister Gasperini I nerazzurri devono trovare la quadra dopo la sconfitta contro il Manchester City nella seconda e ultima giornata della Dublin Super Cup. La squadra di Mancini ha punito l’Inter con il pesante risultato di tre reti a zero: nessun dramma per Gasperini il quale - contro il City - ha puntato sui giovani per risparmiare i titolari. L’allenatore aveva già perso Nagatomo nella battaglia contro il Celtic e non ha voluto rischiare. Il terzino sinistro rischia un lungo stop. Nagatomo è partito alla volta del Giappone per un consulto con i medici di casa sua e, nel caso di operazione, potrebbe optare - d’accordo con l’Inter - per il professor Yu Mochizuki del dipartimento ortopedico dell’Hiroshima Prefectural Hospital. Al posto di Nagatomo è stato chiamato Zanetti. Gasperini deve affrontare il primo esame del suo nuovo corso di studi: lui cerca di non enfatizzare e definisce la partita importante ma non decisiva. E ha ragione: tuttavia, per i tifosi ha un grande valore simbolico ed è l’occasione per offrire un assaggio dell’Inter che verrà. Sarebbe un errore sottovalutare le suggestioni della sfida Inter-Milan, non tenere conto della passione che scatena, ridimensionare le emozioni che suscita in questo eterno duello. L’allenatore ha detto di avere già un’idea della formazione, giusto un abbozzo che può essere modificato e corretto. Si vedrà probabilmente l’Inter dei vecchi ma in un abito nuovo che - si spera - non vada loro nè stretto nè largo. Julio Cesar, Samuel, Chivu, Cordoba, Zanetti, Stankovic, Sneijder, Eto'o, Pandev. Naturalmente Pazzini. Fra i giovani più probabile un inserimento in corso d’opera di Castaignos. Poche chance per Alvarez, giù di tono. Obi potrebbe essere il quarto uomo del centrocampo. Gasperini ha scelto di non richiamare la pattuglia dei calciatori impegnati in Coppa America per lasciare loro il tempo di rifiatare prima del campionato, lasciando a casa Cambiasso, Lucio e Maicon. Anche Zanetti doveva restare a riposo forzato ma - di fronte all’infortunio di Nagatomo - c’erano due opzioni, Maicon o il capitano. La scelta è caduta su quest’ultimo. Stessa sorte per Julio Cesar che ha dovuto raggiungere i compagni dopo il ko di Viviano e la botta presa da Castellazzi contro il Galatasaray. Gasperini è chiamato a dare una prova forte di personalità e carattere: l’Inter avrà di fronte un Milan carico e galvanizzato dal titolo di campione d’Italia. Una vittoria contro i rossoneri sarebbe per lui il miglior viatico. La conquista della Supercoppa farebbe un gran bene anche al gruppo nerazzurro che appare sempre un po' teso, inquieto, nervoso...