Superdividendo, i soci Alleanza possono aspettare

Della sorte di 1,1 miliardi di capitale in eccesso si riparlerà dopo le assemblee di aprile

da Milano

Per la restituzione del capitale in eccesso gli azionisti di Alleanza dovranno aspettare ancora, nonostante l’Antitrust abbia messo fine alle velleità della compagnia di investire in Intesa Vita. Secondo fonti finanziarie, interpellate dall’agenzia Radiocor, difficilmente qualsiasi decisione verrà presa prima delle assemblee di Alleanza e di Generali. L’eccesso di capitale è stimato in 1-1,1 miliardi.
La restituzione era stata annunciata la scorsa primavera dall’ad Ugo Ruffolo, ma sospesa in autunno perché i mezzi disponibili potevano servire a cogliere eventuali opportunità di crescita nell’ambito della fusione Intesa-Sanpaolo, di cui Alleanza è partner con Intesa Vita. La decisione dell’Antitrust, però, costringe Alleanza a ridurre il perimetro della collaborazione con Intesa. Il mercato, dunque, si aspettava che, accantonate le prospettive di crescita, il piano di restituzione ritornasse nel vivo. Rispetto al momento dell’annuncio, però, qualcosa è cambiato a livello della capogruppo Generali: l’acquisizione di Toro ha comportato l’emissione di debito ibrido per 1,2 miliardi, oltre all’utilizzo di 1,7 miliardi già destinati all’acquisto di azioni proprie, di 700 milioni non utilizzati per il riacquisto di quote di minoranza e di 255 milioni di risorse esistenti. Il timore è che la distribuzione di capitale ai soci Alleanza, per quanto non per l’intero importo, possa mettere sotto stress gli ottimi rating di Generali. Difficile prevedere a priori l’esito delle sofisticate valutazioni condotte dagli analisti delle case di rating e nel dubbio, a quanto risulta, a Trieste si preferisce andare con i piedi di piombo.
Così a Trieste ritengono di rinviare ogni decisione a dopo le assemblee e il rinnovo dei vertici di Generali. Lo stallo, peraltro, in caso di emergenza potrebbe consentire altri sbocchi: dall’incorporazione di Alleanza come facile manovra difensiva a fronte di un attacco ostile, al riacquisto - con titoli Generali - delle quote di minoranza di Alleanza.