Superlavoro tra le diplomazie per riconciliare Cè e Formigoni

Chiara Campo

Le diplomazie continuano a lavorare alacremente per risanare la ferita. Tentativi di riconciliazione tra il governatore Roberto Formigoni e il leghista Alessandro Cè, sospeso dall’incarico di assessore alla Sanità dopo i pesanti commenti, riferiti alla stampa, sul modus operandi del presidente. «Si sta discutendo, con tutti i protagonisti della vicenda», riferiscono dal Pirellone, dopo che il governatore martedì sera ha snobbato la cena ad Arcore col premier Silvio Berlusconi, il senatur Umberto Bossi e a cui ha partecipato anche Cè. Il governatore non molla, aspetta un passo ufficiale da parte della Lega: Cè deve ritrattare e garantire leale collaborazione politica per il futuro. Ma intanto, silenziosamente, vanno avanti i contatti tra le parti in causa, e dal Carroccio sono convinti che al più presto si troverà il modo per chiudere positivamente la vicenda, con Cè di nuovo al suo posto di assessore. Per riguadagnarsi la poltrona - è una delle ipotesi - potrebbe scrivere una lettera formale di scuse al governatore, rettificando le affermazioni con cui lo aveva attaccato; ma il timore è che Formigoni si impunti per ottenere scuse pubbliche formali.
Non ha avuto grossi effetti, invece, il tentativo dell’Unione di boicottare i lavori delle commissioni regionali che da ieri sono tornate a riunirsi. «Vogliamo chiarezza, in questo momento il consiglio non sa se la sospensione dell’assessore Cè sarà definitiva, se sarà sostituito o se Formigoni assumerà gli incarichi sulla Sanità per i prossimi 5 anni», afferma il portavoce lombardo del centrosinistra, Riccardo Sarfatti. Spiegando perché l’opposizione ieri mattina ha abbandonato le tre commissioni in calendario (Cultura, Affari istituzionali, Ambiente e Territorio), e oggi farà il replay alle sedute di Programmazione e bilancio, Sanità e Attività produttive. Poco male, a dire il vero, per la Cdl che ha votato gli argomenti all’ordine del giorno in due commissioni e solo in quella Ambiente ha rinviato la seduta, non per mancanza del numero legale ma perché mancavano alcuni documenti. «È poco logico che l’Unione tenti di bloccare i lavori del consiglio per protestare contro una questione che riguarda la giunta - sostiene il presidente del consiglio lombardo Attilio Fontana -. E in questo momento non manca la figura di riferimento della Sanità, ma è Formigoni. Semmai l’opposizione presenti mozioni in aula, chieda che il governatore venga a riferire nella commissione competente. Ma non partecipare ai lavori del consiglio è poco serio». E il leghista Fontana sottolinea che «gli sviluppi della questione Cè-Formigoni li sta gestendo solo il segretario federale Umberto Bossi». L’Unione ha chiesto un consiglio straordinario e urgente per discutere del caso Cè, e Fontana assicura che se ne parlerà nella riunione dei capigruppo il 13 settembre. L’opposizione intanto si domanda «chi presenzierà ai lavori della Commissione Sanità», prevista questa mattina alle dieci e 30.
I Radicali lombardi invece presentano oggi un’azione popolare contro l’«incompatibilità di ruoli» dell’assessore Cè, che - se riammesso in giunta - ricoprirebbe anche la carica di parlamentare. «L’articolo 122 della Costituzione è molto chiaro - sostiene il rappresentante lombardo dei Radicali Alessandro Litta Modignani - e Cè avrebbe dovuto scegliere già prima dell’estate quale incarico mantenere».