Superman Rocca più forte dei ritiri Ma l’Italia ha perso la valanga rosa

Maria Rosa Quario

Meno 16 alla cerimonia di apertura, meno 18 alla prima gara del programma di sci alpino, la discesa maschile, l’olimpiade si avvicina a grandi passi e l’Italia è quasi fatta, pronta forse non del tutto, primo perché i nomi dei 22 saranno ufficializzati solo domenica dopo le gare femminili di Cortina e maschili di Garmisch, secondo perché alcuni fra i nostri atleti più esperti stanno vivendo un periodo difficile, addirittura decisivo se è vero che Daniela Ceccarelli, Karen Putzer e Denise Karbon, le prime due oro e bronzo ai Giochi 2002 in superG, la terza argento mondiale di gigante nel 2003, non hanno ancora la certezza del posto in squadra. Lo stesso vale per Alessandro Fattori, da dieci anni vice Ghedina nella velocità azzurra, che se fallirà a Garmisch dovrà vedersi le gare del Sestriere in televisione.
Casi singoli a parte, la salute generale della squadra italiana è abbastanza buona, in campo maschile ci sono possibilità di podio in tutte e cinque le specialità, un po’ meno bene va fra le donne, dove la sola Elena Fanchini ha dimostrato finora di poter puntare davvero in alto. Elena in questi giorni è a casa e non a Cortina come le sue compagne di squadra, sta riposando e leccandosi le ferite. Dopo l’avvio fulminante di Lake Louise, prima e settima nelle prime due discese della stagione, la vicecampionessa del mondo si è infilata in un tunnel di paura il 17 dicembre, giorno della brutta caduta nella discesa di Val d’Isère, e in questo mese di gennaio l’unico segnale positivo è stato il quinto tempo in una prova a Bad Kleinkirchheim. Ma le gare austriache, così come la successiva di St. Moritz, non hanno fatto altro che acuire i suoi problemi, fisici e mentali, tanto che molto saggiamente i tecnici hanno deciso di rispedirla a casa, per poterla riavere integra e motivata a San Sicario il 15 febbraio. Elena ha dimostrato un anno fa di non patire il grande appuntamento, al suo primo mondiale ha vinto l’argento, è sicuramente un talento su cui puntare. E già che parliamo di talenti, e di Fanchini, rapido accenno anche a Nadia, la sorella più giovane, che sarebbe stato meglio risparmiare un po’ di più in questo inizio stagione, il problema però è che finora non è ancora arrivato quel piazzamento nelle prime dieci richiesto per la qualifica olimpica. Lasciare a casa una così sarebbe però una follia, in gigante e anche in superG Nadia ha la possibilità di stupire, lo dimostrano i parziali di molte sue prove, in cui ha messo in fila tutte le migliori. Diamole tempo di maturare, di fare esperienza, di assorbire il peso delle prime responsabilità: una così ce la invidiano tutti e bruciarla sarebbe un delitto.
Se guardiamo alla prima parte della stagione, le speranze italiane di medaglia in campo femminile si esauriscono qui, anche se la storia delle olimpiadi insegna che è sempre bene non dare nulla per scontato, due fra gli ori femminili degli ultimi decenni sono infatti arrivati da atlete che alla vigilia nessuno avrebbe pronosticato, Paola Magoni nel 1984 e Daniela Ceccarelli nel 2002.
Nel settore uomini, al contrario, sono molti gli azzurri con la reale possibilità di salire sul podio, a cominciare ovviamente da Giorgio Rocca che nonostante gli ultimi due ko resta il grande favorito dello slalom che il 25 febbraio chiuderà il programma dello sci alpino. Gennaio da alcuni anni è il suo mese nero, dei quattro slalom in programma lui di solito ne buca almeno un paio e anche quest’anno è andata così, con la differenza che gli altri due li ha vinti. Dopo la grande rabbia di martedì sera, Giorgio è tornato a casa, a Livigno, dove la prossima settimana si allenerà con gli altri del quartetto, Patrick Thaler, Paul Hannes Schmid e Manfred Moelgg, ammesso che quest’ultimo non abbia più i fortissimi dolori alla schiena che ieri non gli hanno quasi permesso di muoversi. Rocca poi andrà a Sestriere per le prove della discesa, e il 14 sarà impegnato nella combinata, discesa al mattino e slalom al pomeriggio, vera e propria prova generale per la gara di 11 giorni dopo. La pista del Sestriere gli piace, ma non è fra le più selettive e questo potrebbe essere uno svantaggio, perché in molti si butteranno senza nulla da perdere e magari qualcuno pescherà il jolly. Speriamo non vada così, e speriamo anche che i valori fin qui emersi vengano rispettati anche in gigante, dove Max Blardone e Davide Simoncelli partiranno fra i favoriti. Non saranno invece fra i favoriti Kristian Ghedina in discesa e Peter Fill in superG e in combinata, ma proprio per questo occhio a loro, che da qui all’impegno olimpico hanno ancora alcune gare per mettere a punto la forma, in attesa di dare il meglio su una pista che entrambi amano.