Superman, ma di super non ha nulla

Maurizio Acerbi

Se Superman Returns doveva rappresentare uno dei momenti chiave di questa nuova stagione cinematografica, c’è di che preoccuparsi. Soprattutto, ascoltando le reazioni annoiate, in sala, di un pubblico che fa fatica a reggere una pellicola eccessivamente lunga, costellata, oltretutto, da una trama zoppicante ed infarcita da alcuni «colpi di scena» che fanno storcere di tutto ai patiti del ragazzone volante. Il viaggio nel mondo dei fumetti di Brian Singer, insomma, ha avuto esito ben differente dai suoi primi fortunati esperimenti con gli X-Men. Il Superman che ci viene presentato è un incrocio tra una figura cristologica (ben connotata dalle parole di suo padre Jor-El, ovvero, pressapoco: «Quello che manca agli uomini è la luce che indichi la strada per la ragione, la conoscenza. Per questo ho mandato te, il mio unico figlio») e un concorrente di Stranamore (i suoi maldestri e ripetuti tentativi di riconquistare l’amata Lois). Nè carne nè pesce, come il protagonista Brandon Routh che fa ampiamente rimpiangere lo scomparso Christopher Reeve. Se qualcosa va salvata, è la magistrale interpretazione di Kevin Spacey, un Lex Luthor cui si finisce, molto presto, per parteggiare.
Tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Buckley è Thank you for smoking interpretato da un eccellente Aaron Eckart. Nei panni di Nick Naylor, vicepresidente dell’Accademia di Studi sul Tabacco, il nostro deve sostenere la causa delle corporazioni del tabacco, responsabili di 1.200 morti al giorno. Con cinismo, Nick riesce a fare in modo di limitare i danni, filtrando una realtà che non viene mai raccontata per quel che è. Un film intelligente, che fa riflettere e discutere.
Le seduttrici, che si avvale di un cast che schiera Helen Hunt, Scarlett Johansson e Tom Wilkinson, è tratto dalla commedia teatrale «Il ventaglio di Lady Windermere», di Oscar Wilde. L’amore primeggia in un puzzle di sentimenti dove si muovono, a soggetto, scapoli impenitenti, sposine un po’ ingenue, cacciatrici di dote. La trama non è complicata e i personaggi sono azzeccati; la penna, provocatoria ed arguta, di Wilde, fa il resto.
Se poi ne avete tempo e voglia, non perdetevi Non è peccato - La Quinceañera, pellicola che ha trionfato al recente Sundance Film Festival (premio della giuria e del pubblico), che racconta la vita nella comunità messicana di Echo Park, a Los Angeles, ed in particolare del passaggio dall’adolescenza alla maturità di una coppia di giovani.
I film più visti a Genova nell’ultima settimana: 1) Cars; 2) Superman Returns; 3) Slevin; 4) Garfield 2; 5) Quel nano infame; 6) Le colline hanno gli occhi; 7) Thank you for smoking; 8) Domino; 9) Mare nero; 10) C.R.A.Z.Y.