SuperMario über alles, ciao Olanda

La Germania gioca un ottimo calcio, il bomber è micidiale. Van Persie gol, deludono Robben e Sneijder

SuperMario über alles e la Germania se la canta. L’Olanda per un tempo è tornata olandesina. E sono state lacrime. Il tempo di far sgranchire gambe e muscoli alla poderosa macchina da guerra tedesca e lasciar prendere il caffè a Mario Gomez. Germania come prima, più di prima, ovvero stessa formazione che ha steso il Portogallo ma senza far impazzire nessuno. Pronta a chiudere il gruppo in testa alla classifica. Olanda con due sconfitte consecutive: mai visto in un europeo. Ma se riesci a segnare soltanto dopo aver giocato 165 minuti, qualche problema ci sarà. A dispetto dei nomi da calcio mercato. La Germania stavolta s’è ricordata di giocare calcio vero, quello con il Portogallo era da poltrona. E gli olandesi si sono liquefatti come nelle peggiori tradizioni loro. Un tempo, d’accordo, perchè nella ripresa è stata partita più appetibile, un gol di Van Persie a metter il brivido ai tedesconi un po’ afflosciati. Ma nulla di più.

Gomez straordinario match winner, ma questo si sapeva. Due reti che fanno tre nell’europeo, 25 totali per la nazionale sua nella quale va in rete da sei partite e sono tutti ricordi pesanti. Il resto ha fatto coro, banda e grancassa. Velenoso Ozil che, dopo otto minuti, ha detto ai suoi: togliamo la maschera. Colpo al volo e palo prima che la palla arrivasse fra le mani di Stekelenburg. Un muro indistruttibile Khedira. Quasi sempre credibile la difesa. Devastante carroarmato Schweinsteiger, che ha spianato i due lumaconi del centrocamnpo olandese (Van Bommel e De Jong) ed è diventato uomo assist da far invidia a Pirlo. Due colpi di pennello, o se preferite di stecca, per liberare Gomez in area.

Poi, certo, Supermario non è quel cammello sbroccato che ieri pareva Van Persie. Palla a me e palla in gol è quasi un tutt’uno. Due reti che hanno racchiuso bellezza calcistica e ferocia balistica (potenza e precisione dei tiri): nel primo ha usato l’abilità del danzatore come fosse un Van Basten (giusto per far più male agli olandesi) e l’altro andando a spaccare ogni argine con una fucilata alla Ibrahimovic. I paragoni non sono per nulla casuali: questo SuperMario un po’ snobbatello dal pubblico di mezzo mondo è stato devastante fustigatore quanto l’Olanda inebetita comparsa. Volevate sapere di Sneijder? Ha tirato i corner e qualcuno anche male. Aveva fatto lo spiritoso dicendo che avrebbe dormito se l’Olanda avesse assunto uno psicologo: ha dormito lo stesso e forse lo psicologo serve a lui. Ha giocato un po’ meglio nella ripresa, più routine che colpi da pretenziosa primadonna.

Olanda replicante, almeno per un tempo, delle sue peggiori storie calcistiche. Van Persie che butta subito occasioni, salvo riprendersi nel secondo tempo: gran conclusione, bella replica di Neuer. Robben volonteroso ma eternamente uguale a se stesso anche negli errori. Poi è difficile far fuori Lahm e tutti i compagni del Bayern. Conoscono pregi e difetti. Squadra a benzina annacquata, un giocar calcio impaziente e nervoso, eppoi prevedibile. Olanda che ha corso poco, i tedeschi molto di più. Disastrosi i difensori centrali che Badstuber e Hummels, i colleghi tedeschi, sono andati perfino a bastonare nell’area loro con due incursioni a sfiorare il gol. C’è voluto Stekelenburg a tener in piedi la baracca senza fondamenta. Olanda con una sola punta, troppo poco: forse servirà di ammonimento alla Juve. Van Persie da solo rende poco e nulla, gli servono una squadra e un gioco di squadra. Tanto che nella ripresa, il ct olandese gli ha affiancato Van der Vaart e Huntelaar, e se n’è visto l’effetto.

Per la Germania è stato un gioco diventare un muro, pressare senza fatica, il gruppo Bayern ha dimostrato qualità e quantità. C’era in campo una squadra di club che giocava contro una nazionale, se ne sono viste le differenze di affiatamento e credibilità. Che poi l’Olanda sia riuscita a riprendere il filo della partita nella ripresa, sfiorando un altro gol con Robben, Van Persie, e Sneijder, ovvero i tre giocatori di maggior classe, tre solisti, è stata una fortuna per la partita. Non abbastanza per la gente orange che ora rischia di essere sbattuta fuori dall’Europeo.