SuperMario preparagià la stangata: 28 miliardi sulla casa

Domenica di lavoro per il premier, oggi il primo Consiglio dei ministri: sul tavolo misure da approvare in nove giorni

RomaCon i primi nodi politici da sciogliere (la nomina dei sottosegretari), una manovra da approvare in pochi giorni (compresi i sacrifici sulla casa, il cui «conto» ieri è stato stimato a 28 miliardi) e nella testa un paio di appuntamenti internazionali tostissimi, compresi una telefonata con il presidente Usa Barack Obama e l’esame franco-tedesco, a Mario Monti è toccato recitare la parte di chi ha passato una giornata festiva ordinaria. Sta andando al lavoro? «Oggi è domenica», ha risposto ai giornalisti che lo hanno incrociato in giro per Roma. Il piccolo corteo di due auto Lancia e scorta mini, è stato avvistato dai romani e dai turisti che ieri sciamavano tra i Fori imperiali e il Quirinale, per la domenica a piedi. «Sta tornando da Napolitano», era il commento ricorrente.

In serata la narrazione ufficiale di un premier tranquillo: verso mezzogiorno il Professore e sua moglie si sono recati prima a messa, nella chiesa di Santa Maria in Aquiro, e poi alle scuderie del Quirinale dove hanno visitato una mostra su Filippo Lippi e Sandro Botticelli. Poi «mini bagni di folla», riportavano le agenzie di stampa, con applausi e incoraggiamenti.

Mattina e sera a Palazzo Chigi, quindi. Da sabato notte Monti la moglie Elsa si sono trasferiti nell’appartamento a disposizione di premier, dopo qualche giorno passato in un hotel nel quartiere Monti, a pochi passi dal residence dove anni fa alloggiava un altro professore prestato alla politica: Romano Prodi.

Il lavoro domenicale non è stato dedicato all’unico argomento all’ordine del giorno del secondo consiglio dei ministri, fissato oggi a mezzogiorno - un provvedimento su Roma Capitale. Sono altre le preoccupazioni del presidente del consiglio alla vigilia di una settimana di fuoco per il governo tecnico. Oggi ascolterà i ministri e raccoglierà le prime impressioni dopo le visite nei dicasteri, i contatti con direttori generali e dirigenti. C’è da sbrogliare innanzitutto la grana dei sottosegretari e accontentare i partiti che si sono tirati indietro dalle poltrone in prima fila, ma stanno sgomitando per occupare i sottosegretariati che in molti casi - complice l’accorpamento dei ministri, senza modificare la struttura dell’esecutivo - saranno molto potenti.

Poi, domani, l’incontro a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso e con il presidente del Consiglio europeo Herman Achille Van Rompuy, dopo i primi contatti telefonici con Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, e con il premier britannico David Cameron e la telefonata con il presidente Usa Obama che era in programma ieri, ma che le fonti ufficiali non hanno confermato. Giovedì prossimo, a Strasburgo, l’esame degli azionisti di maggioranza dell’Europa: il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel.

Bocche cucite sui provvedimenti. «Il presidente ci ha chiesto il massimo di riservatezza», spiegava un ministro. Consegna rispettata scrupolosamente (e questa è per il momento la prima vera differenza tra il governo tecnico e quelli politici).

Ma dalle simulazioni degli uffici dei ministeri, qualcosa di nuovo rispetto al programma di sacrifici già delineato negli interventi del premier in Parlamento, è emerso. Il Sole24ore ha riportato nuove stime su quando dovrebbe portare la nuova rivalutazione delle rendite catastali. Fino a 28 miliardi di euro, tra Ici, Irpef, ma anche tasse di registro delle compravendite, quelle ipotecarie e catastali. Stima basata su una simulazione che era stata preparata già ai tempi del governo di centrodestra e che prevede, nell’ipotesi più drastica, un aumento al 150% delle percentuali di aggiornamento delle rendite catastali e, a cascata, effetti su tutte le imposte che toccano il mattone.

Sulle altre misure, ministri e premier ancora al lavoro. Qualche assaggio, forse, già venerdì al Consiglio dei ministri. Facile che Monti inizi dai sacrifici. Il tempo non è molto e la fiducia che i mercati hanno concesso all’Italia non è scontata.