Il supermarket dei senza vergogna

Consigli per gli acquisti. Dopo la sigla, appare sullo schermo Desdemona Lioce la quale, impugnando una pistola automatica, esalta l’ultimo modello della Beretta. Stacco. E irrompe il faccione di Donato Bilancia, quello che si divertiva ad uccidere le prostitute sui treni. Un attimo di pausa e declama: «Tranquilli, ora sono in carcere, sulle Ferrovie dello Stato viaggiate sicuri». Gingle e nuovo stacco. Prima il marchio della Gabetti, poi, in video Olindo Romano e Rosa Bazzi, mano nella mano, sorridenti. Promuovono un nuovo centro residenziale a Erba, a pochi chilometri da Milano, e finiscono dicendo: «Saremo i vostri vicini di casa». Ancora uno stacco. Erika e Omar, davanti a un camino acceso, totem della casa e della famiglia, aprono una scatola di cioccolatini Perugina e ci ricordano che tra poco è la festa della mamma. Fine dei consigli per gli acquisti. Che c’è di strano? È la pubblicità.
Funzionasse così, non ci sarebbe nulla di strano se un’azienda che commercializza un orologio dal nome di per sé già inquietante («Linea Rom») non avesse preso come testimonial Marco Ahmetovic, il nomade che nella scorsa primavera, guidando completamente ubriaco, ha falciato ed ucciso quattro ragazzi ad Appignano del Tronto. Insomma, un assassino con precedenti penali anche per rapina a mano armata - reato peraltro confessato -, che nel mondo del web diventa uno strumento vincente per convincere chi è indeciso se acquistare o no quel cronografo. Un modello da imitare, se non nella guida, almeno nel look.
Ma siccome la pubblicità - bella oppure volgare, subdola o sfacciata, provocatoria piuttosto che dissacrante - ancora qualche regola per fortuna ce l’ha, la notizia che un’azienda abbia stipulato un contratto con un assassino, per sfruttare insieme con la sua immagine pure il ricordo di una tragedia, è un pugno nello stomaco da piegare in due anche chi, come noi, facendo questo mestiere pensa sempre d’aver ormai visto di tutto.
Certo, ci fa infuriare che un pluriomicida sia agli arresti domiciliari ospite in una villetta sul mare e non in galera. E ci scandalizza il pensiero che lì possa ricevere manager e troupe televisive per registrare gli spot commerciali. Ma, come dire, i nostri palazzi di giustizia ci hanno abituato che al peggio non c’è mai limite. E ci fa sorridere che il ministro Mastella abbia avviato la solita indagine che non porterà a nulla.
Ma che un imprenditore, così almeno si definisce, abbia potuto pensare al rom assassino come a un attore per promuovere i propri prodotti e, soprattutto, far parlare di sé - scusate - ci fa rivoltare lo stomaco. E che questo signore, ieri sera, abbia avuto il coraggio di affacciarsi ai tiggì per spiegarci che Marco Ahmetovic, proprio perché protagonista di quella strage, è un uomo destinato al successo, che le discoteche sono pronte a pagare cachet incredibili pur di averlo per qualche ora, ci fa a dir poco orrore. Orologi, occhiali da sole, jeans, serate: che c’è di strano, lui si limita a sfruttarlo commercialmente, ha dichiarato.
Certo, avere pensieri ignobili, non è reato. L’etica e la morale mica si comprano al supermarket. E se uno ne è privo... Ma ci sarà pure un modo per punire chi non ha rispetto di niente e nessuno ed è pronto ad usare qualsiasi mezzo pur di cavalcare l’onda. Basta pubblicare la sua foto sperando che oggi la gente per bene lo riconosca per strada e lui almeno provi vergogna? Noi lo speriamo.
Nicola Forcignanò