SUPERMARTA, SUPERBRAVA

Credo che Marta Vincenzi sia un fenomeno tutto genovese. Nel senso del provincialismo genovese. Solo a Genova, una come lei può diventare SuperMarta, una figura quasi mitologica, dalla forza incredibile; la presidentessa della Provincia che lascia dietro di lei solo vedove inconsolabili; l’invincibile eroina che entra a Strasburgo, impresa fino a quel momento difficilissima per i liguri, sull’onda di decine e decine di migliaia di preferenze; l’autocandidata alle primarie per diventare sindaco di Genova che diventa lo spauracchio dei suoi compagni di partito, provocando loro terribili mal di pancia solo a sentirla nominare; colei che, quando arringava la folla in campagna elettorale, doveva precisare, causa eccesso di popolarità: «Mi raccomando, dovete scrivere sulle schede il mio cognome. “Marta“ e “SuperMarta“ non valgono».
Intendiamoci, non è che Marta non sia una buona politica, tutt’altro. Ma da lì a diventare SuperMarta, ce ne passa. Allora i leader nazionali cosa sono? (...)