SuperMarta vola sul Terzo Valico

(...) Reincarnazioni dei Fantastici Quattro? Personaggi degli Incredibili? X-Men prestati a Montecitorio e Palazzo Chigi? Insomma, SuperMarta è tale anche e soprattutto per la modestia politica di chi la circonda.
Fatta tutta questa premessa, però, ci leviamo il cappello di fronte all’ultima impresa della Supereroina de noantri. Pronti a disegnarla con uno dei suoi leggendari vestiti tunicati che si trasforma in un mantello; uno dei suoi trendyssimi maglioncini del commercio equo e solidale che si trasfigura in un marchio di fabbrica superoresco, una specie di S di SuperMarta; le sue leggendarie ballerine da battaglia che si mutano in razzi vettori per volare sempre più in alto su Genova.
Come è possibile? Com’è che Marta diventa SuperMarta anche sulle pagine del Giornale, che non è mai stato indulgente? E, soprattutto, perchè un giornale che comunque ha il suo cuore fra i moderati applaude pubblicamente un’eurodeputata diessina?
La risposta è molto semplice e chi ci segue regolarmente già la conosce. A differenza di altri, abituati a ragionare solo per stereotipi, non guardiamo a chi dice una cosa, ma a cosa dice. Pronti a criticare pesantemente, come facciamo spesso, il centrodestra e pronti a elogiare con calore il centrosinistra. Come vorremmo fare più spesso, sono loro che ce ne danno poche occasioni.
Stavolta, la Vincenzi, con la sua uscita sul Terzo Valico e con la sua battaglia per farlo - magari a tappe, ma per farlo - ha firmato una pagina di altissima politica. Ed è drammatico che a Genova, fra i suoi e persino all’Associazione industriali e fra gli uomini dell’Autorità portuale, nessuno le sia andato dietro. Eppure, il Terzo Valico è il futuro di Genova e della Liguria, l’assicurazione sulla vita delle imprese e del porto. Oltre che sulla vita dei nostri figli.
Eppure, quando il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha tirato una riga sul Valico, nessuno ha fiatato. E, proprio su queste pagine, il senatore azzurro Luigi Grillo, che mangia Terzo Valico a colazione, pranzo, merenda e cena, ha smontato pezzo per pezzo le controproposte del governatore Claudio Burlando.
Parlando di percorsi alternativi, di nastri trasportatori, di corridoi da spostare e di ribaltamenti di prospettiva, non solo non si va a Rotterdam. Non si va nemmeno a Milano. Ed è difficile arrivare anche solo a Pontedecimo.
Proprio per questo, diciamo superbrava a SuperMarta, diessina coraggiosa. Come la presidente del Piemonte Mercedes Bresso e il suo assessore ai Trasporti Daniele Borioli. Le buone idee, non sono di destra o di sinistra. Sono di tutti.