Al supermercato la cortesia non è in offerta

Venerdì 6 aprile, ore 17 circa, dialogo alla cassa di un supermercato tra un nordafricano dall’aria un po’ dimessa ma dignitosa, una signora milanese e una giovane cassiera sudamericana. Uomo (gentile, mentre appoggia la spesa): «Ecco, carne, pane, verdura e queste due birre, un euro e cinquanta, in offerta “Paghi uno e prendi due”».
Cassiera (con tono spiccio): «Ha la tessera?».
Uomo: «No».
Cassiera: «Allora la promozione non vale».
Uomo (dispiaciuto): «Per favore...».
Cassiera (infastidita): «Avanti il prossimo».
Uomo (supplichevole): «La prego signorina...».
Signora (strizza l’occhio all’uomo) e si rivolge alla commessa: «Le metta pure sulla mia tessera».
Cassiera (indispettita): «Il regolamento non lo consente».
Nasce un diverbio tra la signora e la cassiera. L’uomo paga e se ne va. Signora alla cassiera mentre fa un cenno d’intesa all’uomo che si allontana avvilito: «Va bene, le birre le bevo io. Le aggiunga alla mia spesa e facciamola finita».
Cassiera (imbufalita mentre batte lo scontrino): «Non vede che è un povero disgraziato. Non vale la pena perdere tempo con questa gente».
Signora (gelida afferra il sacchetto della spesa): «Grazie e buongiorno».
Si dirige verso l’uscita, raggiunge l’uomo che gongola, gli consegna le birre, si fa dare i soldi e se ne va.
Domanda: se al posto del suddetto immigrato ci fosse stata una persona dall’aria meno dimessa, la cassiera sarebbe stata altrettanto ostile o avrebbe chiuso un occhio sul regolamento?