Il supermilionario si spreca

Una città in festa e un intero quartiere a caccia del fortunato Paperon de’ Paperoni che ha sbancato il superenalotto. Un sei che vale cento milioni di euro, duecento miliardi delle vecchie lire.
Catania, per un attimo, dimentica le ristrettezze di un Comune molto vicino al dissesto, dove di notte cala il buio pesto per le mancate bollette pagate all'Enel, ma festeggia il fortunato vincitore che metterà le mani sul jackpot più alto che la storia delle scommesse legali ricordi. Al momento, ma l'idea di tutti è che il tempo non offrirà grandi novità, il milionario (o i milionari, visto che potrebbe trattarsi di una coppia di vincitori) resta senza un nome, né un volto. Nel quartiere di Nesima, periferia popolare non troppo degradata a nord-est della città, da due giorni, non si parla d'altro. Chi sarà il fortunato vincitore? La gente del viale Mario Rapisardi, la lunga strada che taglia in due il rione, proprio dove è stata giocata la schedina vincente, spera che sia un catanese, «uno che ha bisogno».
Ieri mattina il titolare ha riaperto i cancelletti della ricevitoria fortunata, destinata a passare alla storia. La sera prima la festa si era consumata per strada tra i caroselli delle auto e i motorini che sgommavano, i cori da stadio che ricordavano vagamente la promozione della squadra di calcio in serie A, dopo un'assenza di vent'anni. Ad attendere fuori la porta della tabaccheria decine di giocatori e tanti giornalisti. A metà mattinata il colpo a sorpresa che ha fatto sperare di dare un volto all'uomo più invidiato d'Italia, proprio quando un vassoio di dolci è stato recapitato alla ricevitoria. Un semplice dono che in pochi minuti è diventato un misterioso regalo. Era quello di un giovane che ha pagato il conto in una vicina pasticceria, la Rizzotti, e poi ha chiesto che i dolci venissero consegnati a domicilio senza però spiegare il motivo. A infittire il giallo è stato il racconto della titolare della pasticceria.
«Era un giovane moro, che indossava pantaloni e giubbotto di jeans - ha raccontato Isabella del bar Rizzotti dopo aver effettuato la consegna -, aveva gli occhiali scuri ed era molto molto felice. Mi ha chiesto se facevamo consegne a domicilio e gli ho detto di no. A quel punto mi ha detto “sono per la ricevitoria del 422” ed è andato via senza dire null'altro».
La madre della titolare del bar ha poi aggiunto alcuni particolari ritenuti interessanti: «Il giovane aveva un accento catanese, sembrava particolarmente felice ed è “fuggito” a bordo di una moto di grossa cilindrata».
Entrambe poi hanno concluso: «Non lo conosciamo». La consegna dei dolci è stata ben gradita dai Giunta, i titolari della ricevitoria fortunata di Catania che nel corso della mattinata hanno anche ricevuto al telefono dei ringraziamenti di persone che lasciavano intendere di avere centrato la schedina vincente. Uno in particolare ha destato dei sospetti. È quella giunta da un anonimo che diceva di telefonare da Ragusa. Il presunto vincitore ha detto di avere giocato un piccolo sistema con un catanese e che presto si sarebbe fatto vivo con la famiglia Giunta per ringraziarli. Più veloci le altre due telefonate, entrambi gli interlocutori avrebbero detto: abbiamo vinto, tante grazie. Se il vincitore è destinato a restare anonimo, stessa sorte per la giocata vincente, almeno sino a quando la Sisal non deciderà di sciogliere il mistero. Non si sa infatti se si è trattato di una giocata singola oppure appartenente a un sistema. E quanti soldi sono stati spesi per il tagliando vincente: se un solo un euro oppure una cifra più cospicua.