SuperPippo come un cobra fa volare il Milan a Palermo

Ma i siciliani si mangiano le mani per due grosse occasioni fallite sullo 0-0 grazie alle parate di Kalac. Sheva arrotonda il risultato su rigore. Stam espulso

Claudio De Carli

nostro inviato a Palermo

Si è acceso tutto dopo la rete di Inzaghi, un colpo da fulminato, Milan in vantaggio, Palermo nella terra di mezzo. Fino a quel punto non era una gara annoiante ma quasi, il gruppo Papadopulo aveva avuto le sue buone e belle occasioni per passare, ne ha fallite per due grandi interventi di Kalac e quindi era inevitabile che avrebbe pagato. Vogel ha messo in area un pallone d’oro, superPippo non ha fallito, palla quasi all’incrocio su inzuccata precisa e letale, mancavano venti minuti alla fine, il Palermo era già in riserva di idee e giocava a testa bassa. Un gol arrivato per giunta con la squadra in dieci e Grosso che sbraitava per poter rientrare, era intervenuto duro su Gattuso ed era rimasto semisvenuto a terra. Pieri prima lo ha ammonito, poi lo ha invitato a uscire dal campo. Uno scontro da paura, anche Gattuso uscirà zoppicante poco dopo. Con foga Barone ha continuato a cucire, Tedesco ha spinto, ma davanti mai nulla di importante, Kalac non ha mai più dovuto intervenire, i rischi erano finiti allo scadere del primo tempo quando era riuscito a deviare su Caracciolo in area piccola: grandissimo intervento. Pochi minuti prima aveva compiuto il primo miracolo deviando su Di Michele al termine di un’azione che aveva tenuto tutto lo stadio sulla punta del seggiolino: da Gonzales a Caracciolo, splendida apertura sulla sinistra per l’ex friuliano e colpo perfetto, ma le manone dell’australiano avevano chiuso tutto lo specchio della porta.
Il Milan ha trascorso un tempo a guardare Corini e fratelli. Kakà passeggiava, dietro tonici ma mai sicuri, sull’azione che ha portato al tiro Di Michele e Kalac alla prodezza, c’è stato anche un pasticcio che ha coinvolto prima Inzaghi e poi Costacurta. Pippo ha scaricato un pallone in disimpegno su Billy che lo ha perso miseramente, innescando l’azione di Gonzales. Ancelotti nervoso quanto basta da essere richiamato da Pieri, Pirlo ammonito dopo dieci minuti, Sheva irriconoscibile, le cose non si stavano mettendo benissimo.
Ma poi quel gol di Inzaghi ha mostrato tutto il divario che esiste oggi fra le due squadre, il Palermo si è riversato nella metà campo del Milan e come ha trovato spazio Seedorf ha tirato fuori dal suo repertorio il lancio al bacio: Sheva è partito in vantaggio fra due avversari, ha attraversato il campo, è sfuggito sulla destra di Andujar in uscita che lo ha steso in piena area: rigore sacrosanto, realizzato dallo stesso Andry con calma speciale.
Il Palermo ha ricominciato a correre, Seedorf e Kakà sono venuti fuori alla grande, hanno nascosto la palla, il brasiliano ha mostrato un paio di numeri da libro del calcio, Ancelotti ha tolto Pirlo ammonito e salvato da Pieri in almeno un’occasione. Il giochino non gli è riuscito con Stam che si è preso il secondo giallo strameritato. È finita come doveva, con un ultimo appunto: le corna.
La gente si è messa in fila davanti alla tribuna per farle al signor Galliani. Al di là del gesto privo di qualsiasi significato, nessuno di loro era in automobile: se guidi se puoi essere punito, allo stadio no, qui ci sono regole che non valgono, una enclave che resiste in ogni piazza d’Italia.