La Superprocura e l’ostilità per Falcone

Gentile direttore,
Le scrivo con riferimento all'articolo di Lino Jannuzzi intitolato «Caselli vuole la Superprocura - Un piano per fermare Grasso» che il suo giornale ha pubblicato il 29 maggio 2005. Il livore che Lino Jannuzzi rovescia a ogni occasione su di me ormai non mi stupisce più: ognuno ha gli amici che si merita, e sono lieto di non fare eccezione a questa regola. Mi stupisce, invece, la «recidiva» con cui Jannuzzi torna su certi temi, che pure sono già stati oggetto di precisazioni formali, basate su fatti storici inconfutabili che Jannuzzi evidentemente preferisce ignorare. Mi trovo quindi a doverle chiedere di precisare che il documento citato da Jannuzzi nel quadro di una presunta «ostilità dimostrata a suo tempo contro l'istituzione della Superprocura antimafia voluta da Falcone» (sottoscritto il 28 ottobre 1991 da numerosi magistrati, me compreso) aveva tra i suoi primi firmatari Paolo Borsellino e Nino Caponnetto. Farlo rientrare nel catalogo delle iniziative ostili a Falcone è perciò semplicemente impossibile. In realtà era un documento che conteneva critiche argomentate contro il primo (il primo!) progetto di «Superprocura antimafia». Critiche talmente fondate che lo stesso Giovanni Falcone - uomo libero, pronto a confrontarsi con gli altri - modificò il progetto originario, per cui la «Superprocura» poi effettivamente varata è tutt'altra cosa rispetto al disegno iniziale. Cordialmente. Gian Carlo Caselli