«Supertopi», invasione nella capitale

Giampiero Milanetti

Nessuno sa quanti ce ne siano, nelle fogne di Roma. Forse due per abitante, come a New York, o forse di più. Da almeno 20 anni manca uno studio nella Capitale. Ma i ratti delle chiaviche - avvertono alcuni esperti - sono in aumento. Almeno a giudicare dalla crescita esponenziale di ditte di derattizzazione. Ditte che non sempre utilizzano i topicidi con rigorosi criteri scientifici. Con la conseguenza che una percentuale crescente di surmolotti sta sviluppando un’immunità ai veleni, che viene lasciata in eredità alle generazioni successive. E il pericolo di contagio, ormai, non riguarda più soltanto gli operai addetti alle fognature o alle derattizzazioni, gli operatori ecologici, i pescatori, la polizia fluviale e i canottieri. I ratti, infatti, meno timorosi di una volta nei confronti dell’uomo, esplorano nuovi territori da colonizzare. Ed è sempre più frequente trovarsi in casa un topo di fogna, risalito su per le canalette (...)