Supplenti senza stipendio I presidi protestano

Sit in dei dirigenti scolastici milanesi davanti alla prefettura. Svanito comunque all'ultimo momento l'incontro col prefetto Gian Valerio Lombardi, impegnato con capo dello Stato a Milano.
Il confronto chiesto dalle organizzazioni sindacali della scuola è stato comunque aggiornato a martedì 22 giugno a mezzogiorno.
«Speriamo almeno che questo rinvio consenta al prefetto di consultare il governo e darci delle risposte - ha commentato alla fine Rita Frigerio, segretaria provinciale della Cisl scuola milanese - perché non possiamo più tollerare che si riducano i bilanci scolastici in queste condizioni e si lascino migliaia di supplenti senza retribuzione».
I dirigenti scolastici durante in sit in hanno cercato di spiegare ai passanti in che condizioni stanno gestendo le scuole. «Noi siamo chiamati a sostenere la situazione in prima linea - dice Gianni Gandola, dirigente scolastico dell'Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) - ma anche le famiglie devono capire che questa carenza di fondi li può riguardare direttamente: che cosa faremo infatti, quando non potremo più nominare i supplenti perché non ci sono i soldi per pagarli? Chi assisterà i bambini e i ragazzi nella classi?».
In alcune scuole già si avanza l'ipotesi che in mancanza di supplenti i dirigenti scolastici sarebbero costretti a invitare le famiglie a tenersi a casa i figli.
La protesta intanto si va allargando: oggi è in programma l'occupazione delle sedi milanesi dei partiti di governo da parte di insegnanti e genitori aderenti al movimento di Retescuole, che intendono chiedere conto delle promesse fatte in campagna elettorale proprio sulla priorità della scuola, promesse che secondo i promotori della manifestazione di protesta sono andate ampiamente deluse.