Il supponente assessore chieda scusa alla Moratti

di Carlo Maria Lomartire

Adesso, però i milanesi si aspettano due doverose iniziative della giunta Tabacci-Pisapia: per prima cosa la cancellazione delle stangate arancioni, dall'inaudito aumento del 50% del biglietto Atm all'introduzione dell'addizionale Irpef, giustificate da un inesistente bilancio in rosso; in secondo luogo scuse formali e pubbliche all'ex sindaco Letizia Moratti e alla sua giunta per le informazioni distorte, tendenziose e sostanzialmente false - ma prese subito per buone dalla stampa amica - sulle condizioni delle finanze di Palazzo Marino. Infatti appena messo piede nel suo ufficio di superassessore al Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci lanciò un allarme da lasciare senza fiato: parlò di un «potenziale disavanzo di 186 milioni». Certo, c'era quella subdola parolina, «potenziale», che però per la stampa amica voleva senz'altro dire «sicuro» anzi «sicurissimo» e quindi autorizzava la stangata arancione. Insomma «disavanzo potenziale» e futuro ma stangata certa, maledetta e subito. «Lascio un utile di 48 milioni» aveva replicato la Moratti a cui Tabacci rispose con la consueta supponenza: «Ma quale utile! La Moratti e tutta la amministrazione lo sapeva benissimo che i 48 milioni di avanzo non c'erano, esistono documenti che lo provano e di cui lei era a conoscenza». (...)