Il supporter blucerchiato e il mister dell’altra sponda

(...) mi consolo con amici al ristorante in quel di San Cipriano, sulle alture di Pontedecimo. E chi ti trovo, lì, in un tavolo vicino? Nientemeno che il Professore che allora allenava il Genoa.
Devo ammetterlo, anche se a denti stretti: quel derby avevamo meritato di perderlo.
E così, nonostante gli amici cercassero di dissuadermi, ho preso una decisione dettata da un profondo senso di onestà sportiva.
Mi sono avvicinato a Scoglio: «Mister, mi volevo complimentare con lei per il derby di domenica scorsa...». Lui mi dà un’occhiata distratta e un po’ annoiata. «Ma guardi che sono un tifoso blucerchiato!». Colpito nel segno. Scoglio si anima, strabuzza gli occhi, mi invita a sedere, non crede alle sue orecchie e... vai, con i discorsi tecnici.
A partire dalle critiche a Gigi Cagni, allora allenatore sulla sponda blucerchiata («Ha sbagliato tutto, io al posto suo avrei impostato la partita in maniera diversa...») infarcendo il discorso con note tecniche, a valanga.
E sfottò, senza riserve, da una parte e dall’altra, per finire con un vero inno del Professore ai tifosi rossoblù: «Perché, vede, loro sì che sono un “popolo“, voi blucerchiati invece siete un po’... molli».
«Mister - rispondo con orgoglio - noi non saremo un popolo, ma siamo una grande famiglia».
Un sorriso, ancora qualche battuta e un autografo con dedica su un foglietto che, non so perché, conservo ancora nel portafoglio: «Con sportiva simpatia. Franco Scoglio».