Surgelati, roba da gourmet

I surgelati? Roba da gourmet. A sfatare molti dei luoghi comuni sugli ingredienti surgelati ci ha pensato qualche sera fa Salvatore Tassa, talentuoso chef delle «Colline ciociare» di Acuto, che nel corso di una serata all’hotel de Russie ha sciorinato un menu da buongustai tutto preparato con ingredienti presi dal surgelatore. Il menu? Cipolla fondente; zuppa di fagioli borlotti con funghi porcini; trancia di tonno con greca di verdure e salsa di carote allo zenzero; rotolini di bieta al vapore con ricotta e julienne di porri fritti; mele caramellate al forno aromatizzate all’aceto balsamico. A degustare le portate, accompagnate da vini bianchi del Lazio e del Piemonte, un selezionato pubblico di giornalisti specializzati, nutrizionisti ed esponenti della politica, dell’impresa e dello spettacolo.
L’appuntamento romano è stato il primo dei tre (gli altri saranno a Milano e Napoli) che costituiscono il fiore di «Fresco, freschissimo e surgelato!», originale rassegna ideata dalla Malavolta Corporate, uno dei più importanti produttori e distributori di surgelati in Italia, con 1250 dipendenti e un fatturato di 245 milioni di euro. Un gruppo industriale di successo, stanco però di veder considerati i prodotti surgelati, soprattutto i vegetali, i «fratelli minori» di quelli freschi». «Finora - spiega Mario Malavolta - i prodotti surgelati sono stati considerati la base per un pasto veloce, un aiuto alle donne che lavorano. Ma ricerche merceologiche mirate hanno verificato che non è così». I surgelati sono ricavati da prodotti freschi di alta qualità, con un controllo e una selezione continua dal momento della semina fino alla fase della surgelazione. Roba da gourmet, appunto.