Susanna Camusso, sindacalista con il vento in poppa

Susanna Camusso (nella foto), segretario confederale della Cgil ed erede designata di Epifani ha in comune con Massimo D’Alema la passione per la vela oltreché l’amore per la sinistra. Sul Magazine del Corriere della Sera in edicola ieri è stata pubblicata una sua intervista con una foto che la vede al timone di una barca a vela. Timone è riduttivo dato che si tratta di una «ruota» e non della «barra» di una piccola deriva. Tanto per essere chiari anche se della barca non è scritto nulla è facile intuirne le dimensioni non certo da guscio di noce. Il timone a ruota è solitamente utilizzato sugli yacht a vela dai 12 metri in su. Nella foto pubblicata sul Magazine alle spalle della Camusso si intravede anche un tender oltre alle nuvole rosa illuminate dal sole al tramonto. Bella la vita anche se la barca è in prestito o in affitto. La Camusso afferma infatti di non possedere uno yacht a vela e ironizza raccontando che ha costruito «parecchi modellini di veliero: un lavoraccio ci si mettono anni».
La sua è una passione vera: «Ho preso la patente nautica prima di quella per l’automobile. Ancora oggi frequento la scuola di vela dei Glenans, in Bretagna». Il suo viaggio più bello? «A vela in Madagascar e nei Caraibi». Nella stessa intervista spiega anche che «l’Italia ha i salari più bassi dell’Europa allargata», e che «la Cgil sui precari è arrivata in ritardo» ma che almeno oggi «non ha più lavoratori in nero, si è assunta la responsabilità di mettere tutti in regola». Meno male. Un’intervista impegnativa, tutta di bolina in cui le domande incalzano ma lei tiene testa. Il sindacato costa troppo allo Stato e alle imprese... «il fatto che un lavoratore possa essere rappresentato è un valore democratico. E la democrazia costa». Le barche a vela ai Caraibi pure, anche se in affitto.