«Sushido», sul palco dell’ex Ginori il fascino segreto del Giappone

La comprensione di qualcosa non deve essere necessariamente razionale. Questa l’idea da tenere bene in mente nel momento in cui si decide di vedere la nuova produzione della Compagnia Teatro in Polvere, «Sushido», lo spettacolo in scena nel Complesso ex-Ginori al Naviglio Grande, che sta riscuotendo un buon successo di pubblico, vista anche la recente decisione di prolungarne le repliche fino al 22 maggio (martedì 19 riposo). Estremamente gradito, prima di entrare in «teatro» (si tratta una sala all’interno dell’ex complesso industriale), l’aperitivo rigorosamente giapponese che viene offerto a tutti gli spettatori: la funzione di questa iniziale «comunione» è quella di proiettare nel clima della società nipponica, delle sue particolari tradizioni, che lo spettacolo cerca di analizzare e riportare, seppur non riuscendoci completamente. Entrati in sala, come nella società giapponese, ci si trova ordinatamente schiacciati in uno spazio, seduti per terra su dei cuscini o su delle basse panche: un nastro trasportatore scorre davanti agli spettatori in prima fila, come quelli nei ristoranti giapponesi. Qui prendono forma i movimenti dei quattro attori, che non seguono un preciso filo logico o una specifica trama: ispirandosi al cinema giapponese di Masumura, Tsukamoto, Kitano, come anche agli Anime o al cinema dei Benshi (che commentavano e davano voce ai film muti), gli attori creano diverse coreografie. Il lavoro risulta accurato e sicuramente elaborato dopo un lungo studio e ricerca, anche se non riesce a rendere la complessa realtà del Giappone (Ex Richard Ginori, via Morimondo 26, ore 21, www.teatroinpolvere.it, 320-0931701).