«Un sussulto di coraggio per la pace nel mondo»

Papa Ratzinger condanna il riarmo nucleare e il terrorismo: «Ispirato da un tragico nichilismo»

da Roma

Nonostante alcuni segnali di speranza, il mondo è ancora lontano dalla «verità della pace». Una pace minacciata dalla «menzogna», dal terrorismo figlio di nichilismo e fondamentalismo, dalle discriminazioni, dalla violenza e dalle armi nucleari. Papa Benedetto XVI ha scelto il primo messaggio del 2006, nella giornata voluta 38 anni fa da Papa Paolo VI per celebrare la pace nel mondo, per confermare la «ferma volontà» della Chiesa cattolica di lavorare per la pace e per chiedere la collaborazione di tutti i cristiani, delle altre religioni e degli «uomini di buona volontà».
Nell’omelia della prima messa in San Pietro dell’anno, il Papa è tornato a condannare il terrorismo, soprattutto quello di matrice religiosa, perché «disprezza Dio» e ne «sfigura il volto amorevole e misericordioso. «Con le sue minacce ed i suoi atti criminali - ha detto Papa Ratzinger - è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza». Ma i «disegni» dei terroristi sono «ispirati da un nichilismo tragico e sconvolgente» e dal «fanatismo religioso, oggi spesso denominato fondamentalismo». Per questo Benedetto XVI ha chiesto un «sussulto di coraggio e di fiducia in Dio e nell’uomo» per scegliere di percorrere «il cammino della pace».
La risposta dei governi non può essere nel riarmo nucleare. Benedetto XVI si è rivolto ai paesi come l’Iran, la Corea del Nord, il Pakistan e l’India, che non hanno ancora firmato il Programma di non proliferazione nucleare e ha chiesto una «inversione di rotta» per un progressivo e concordato disarmo nucleare». Una «guerra nucleare», ha detto il Papa, provocherebbe solo «vittime e non vincitori».
Benedetto XVI ha anche auspicato una riforma operativa e istituzionale dell’Onu: «L’Onu deve divenire uno strumento sempre più efficiente nel promuovere nel mondo i valori della giustizia, della solidarietà e della pace». Per questo serve «un rinnovamento istituzionale e operativo» per rispondere «alle mutate esigenze dell’epoca odierna, segnata dal vasto fenomeno della globalizzazione».
Il Papa ha anche rivolto un pensiero ai militari impegnati nel mondo in operazione di peacekeeping: «Non dimentico i tanti soldati impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e di ripristino delle condizioni necessarie alla realizzazione della pace».
Il tema della pace è ritornato anche al termine della recita dell'Angelus, dove il Papa parla anche di amore e della pace vera, i punti cardine della prima enciclica di Benedetto XVI, intitolata Deus caritas est e che sarà resa nota entro il mese di gennaio.