Il Suv evolve e convince tutti a partire dal pubblico più attento

Il raggio d’azione dei classici 4x4 rudi & puri è stato ridimensionato dall’avvento, prima, dei Suv e, poi, dei crossover. Questi ultimi, la cui definizione indica l’incrocio tra varie tipologie di carrozzeria, in realtà sono diretti discendenti dei primi e hanno contribuito, specie in Italia, a sdoganare i Suv quando qualche anno fa vennero accusati di tutti i mali che potevano affliggere le nostre città. Più ancora dei Suv, i crossover hanno dato molto filo da torcere alle station wagon grazie ai lineamenti trendy e al fatto che in principio si collocavano in fasce di mercato di prezzo inferiore a quelle degli ispiratori.
Da noi, la migrazione della domanda verso questi modelli è diventata incisiva negli ultimi quattro anni quando l’avvento dei primi crossover ha portato alla ribalta anche la possibilità di scegliere varianti a soli due ruoti motrici, delle quali parliamo a parte.
A convincere tutti, in principio, è stata la Nissan Qasqhai, tanto è vero che le sue performance commerciali hanno stimolato la rapida realizzazione di tante altre gamme e, oggi si può dire che questa tendenza abbia contagiato tutti i costruttori. L’offerta è così ricca che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il successo di questa Nissan, che si è declinata in poco tempo anche in una versione con interno per sette persone che enfatizzava la funzionalità del modello, è stato determinato anche da motori di cilindrata inferiore rispetto alla concorrenza - con varie configurazioni del turbodiesel di 1,5 litri - che garantivano consumi e costi d’esercizio inferiori alla media delle rivali. Intriganti lineamenti europei, funzionalità estesa ed effetti della filosofia downsizing sono stati apprezzati anche in Giappone, così la Qasqhai parte da Sunderland, in Inghilterra, dove è prodotta non solo per l’Europa ma anche per il paese del Sol Levante. E la richiesta è così forte che ha generato anche un positivo impatto nella zona di Sunderland, dato che la produzione ha imposto assunzioni e aumento dei turni di lavoro.
L’evoluzione della specie dei crossover, nella quale sono entrati modelli di successo come la Ford Kuga che adesso sta per essere sostituita da una nuova generazione frutto della filosofia globale della Ford e quindi identica all’Escape venduta in nord America, è contrassegnata da tanti altri esempi che testimoniano come la formula di carrozzeria, le caratteristiche di guida e i consumi ormai paragonabili a quelle di berline o station wagon di pari dimensioni e, infine, la funzionalità generale hanno stimolato l’avvento di crossover che escono dal solco tracciato dai capostipiti.
Tra questi, va inserita anche la Sportage, il modello che negli anni Novanta contribuì in un sol colpo ad aprire il filone dei Suv a quattro ruote motrici (per di più era dotata anche di ridotte) e fare conoscere il marchio Kia. Con la seconda generazione si è inserita tra i crossover, mentre con l’attuale ha aperto anche il filone dei Cuv: Crossover Utility Vehicle. Ossia, le proposte d’impronta sportiveggiante. Iter seguito anche dalla consanguinea Hyundai, che dopo il Suv Tucson ha proposto il crossover ix35.
Gli altri coreani, ovvero quelli della Ssangyong, hanno fatto passi ancora più ampi con la nuova generazione della Korando, una crossover assai lontana dalla rude 4x4 da cui eredita solo il nome. Lo stesso contesto accoglie la rinnovata Honda Cr-V.
Anche il gruppo Psa, formato da Peugeot e Citroën, non ha resistito alle lusinghe del mondo dei crossover, dopo quelle dei Suv nei quali si era presentato con la 4007 della casa di Socheaux e la C-Crosser di quella del Double Chevron estrapolate dalla Mitsubishi Outlander. Gioco che si appresta a essere replicato con la 4008 e la C4 Aircross, strettamente imparentate con la Mitsubishi Asx.
Peugeot è arrivata tra i crossover qualche anno fa con la 3008, un’originale interpretazione del tema per la silhouette da «dopata» berlina a due volumi di classe media, mentre Citroën si presenta proprio in questo periodo con la Ds5, sfiziosa coupé-station wagon di taglia medio-robusta.
Sono due esempi di come il termine crossover si riferisca realmente a vetture con aspetti e caratteristiche dovute all’intreccio di differenti caratteristiche e non a mastodonti della strada.