Suzuki e il Piemonte, amore a prima vista

Il direttore Romano Valente: «La nostra specialità? Il 4x4»

Enrico Artifoni

Non solo Fiat. Il Piemonte è anche Suzuki. Da una decina d’anni la rinomata azienda giapponese è presente direttamente con la propria filiale. Nella sede di Robassomero, nei pressi di Torino, più di 100 persone si occupano della distribuzione e della vendita in tutta Italia di automobili, motociclette e motori marini. La divisione auto è la punta di diamante della penetrazione del marchio nel nostro mercato: contribuisce per due terzi al fatturato di Suzuki Italia (circa 500 milioni di euro nel 2005) e continua a mettere a segno crescite, anno su anno, in doppia cifra percentuale.
«Nel 2005 abbiamo registrato il record storico di 28.616 immatricolazioni», sottolinea con soddisfazione il direttore generale Romano Valente. E le previsioni sono per un’ulteriore crescita quest’anno. Suzuki Motor sta attraversando un ottimo momento, ha appena annunciato un ambizioso piano di investimenti (7 miliardi di euro in ricerca fino al 2010, oltre all’incremento della capacità produttiva della fabbrica in Ungheria) e nei prossimi 5 anni intende aumentare le proprie vendite di auto in Europa da 240 mila a 350 mila unità annue. La chiave per raggiungere questi obiettivi è il lancio di nuovi modelli capaci di conquistare il favore della clientela. Suzuki si è specializzata ormai da decenni nella realizzazione di vetture compatte, in particolare piccole 4x4, comode, pratiche e facili da guidare.
La Swift e la nuova Grand Vitara, lanciate rispettivamente nella primavera e nell’autunno scorso, confermano e attualizzano questa vocazione. La Swift, in particolare, è sì giapponese, ma è stata sviluppata in Europa per il mercato globale, con l’obiettivo di soddisfare le richieste degli automobilisti più esigenti. Il risultato è una vettura con uno stile molto personale e ricca di contenuti. La carrozzeria «monovolume e mezzo» ricorda quella della Mini, ma con linee più tondeggianti che aggiungono la sensazione di dinamismo a quella di solidità. Ruote ai quattro angoli, carreggiate larghe e passo lungo piantano bene per terra la vettura e le conferiscono ottime doti di sportività. Lunga 3,70 metri, larga 1,69 e con 5 posti, la Swift viene offerta sia a 3 sia a 5 porte, con briosi motori 4 cilindri 1.3 a benzina e turbodiesel rispettivamente da 92 e 70 cavalli e un ricco equipaggiamento di base (di serie, tra l'altro, il climatizzatore, il lettore CD con comandi al volante e i cerchi in lega).
«Dalla primavera, inoltre - annuncia Valente - la gamma si arricchirà con la nuova versione 4x4 a trazione integrale permanente in un allestimento assolutamente completo». Le ruote motrici sono quattro anche sulla terza generazione della Grand Vitara, un Suv sportivo a doppia vocazione: buona su strada e inarrestabile nel fuoristrada. Due le versioni, a 3 e 5 porte, dotate di carrozzerie distinte e pensate per una clientela differente. Lunga 4,01 metri, la 3 porte è rivolta a chi cerca una vettura agile e robusta. Con 46 cm di lunghezza in più, la 5 porte regala più spazio ed è adatta alle famiglie dinamiche e agli amanti della vita all'aria aperta. Il corpo muscoloso della Grand Vitara è modellato con linee armoniose ed eleganti. Gli interni sono allestiti con materiali di buona qualità, finiture curate e una disposizione ergonomia dei vari comandi sulla plancia.
La gamma dei motori prevede un turbodiesel 1.9 da 129 cv, un millesei a benzina da 106 cv (solo sulla 3 porte) e un 2 litri da 140 cv (solo sulla 5 porte). L’efficacia nel fuoristrada è assicurata dal robusto telaio a traliccio integrato nella scocca, dal sistema di trazione permanente con differenziale centrale bloccabile e dalle marce ridotte. Ma un altro importante debutto è programmato per la prossima primavera, quando arriverà nelle concessionarie il nuovo crossover SX-4, gemello del fuoristrada Fiat Sedici realizzato sul medesimo pianale nella fabbrica ungherese di Suzuki. Nell’Est Europeo come in Piemonte, le due aziende si ritrovano fianco a fianco.