«È lo svago che formò il nostro immaginario»

«Grandi Schermi» è il nuovo appuntamento della Festa della Cultura. Apre ora che molti festival battono in ritirata, impauriti forse da una città che attende si svuotarsi per la pausa agostana. E invece questa rassegna è stata pensata proprio per i milanesi.
«Abbiamo puntato a far conoscere il ricco patrimonio artistico custodito nei musei di Milano - ha commentato l'assessore alla Cultura, Stefano Zecchi - attraverso appuntamenti che coinvolgono direttamente il visitatore». In particolare allo spazio del Castello e a quello della Rotonda della Besana, senza dimenticare lo spazio di Villa Simonetta, fresco di restauro, gioverà la presenza di un pubblico nuovo, attratto da un programma che non si concentra solo sui grandi eventi museali. «Ci saranno iniziative di svago di forte attrazione, come ad esempio gli incontri sportivi più belli della storia - continua Zecchi - e poi gli indimenticabili teleromanzi degli anni Settanta, i film del grande schermo con le colonne sonore più belle, i concerti e le rappresentazioni teatrali e liriche di maggiore successo». Populismo? Neanche per idea. «Con questa iniziativa abbiamo cercato di andare oltre le tradizionali iniziative culturali per intraprendere una strada più attenta all'intrattenimento di qualità», ha precisato l'assessore.
Che la televisione sin dagli anni Sessanta abbia riscaldato il tinello di casa è cosa nota, ma questa kermesse intende riproporre agli italiani di oggi - a quelli che allora c'erano e ricordano benissimo, a quelli troppo giovani per ricordare, e a quelli che non possono ricordare perché nemmeno erano nati - come il Bel Paese si divertiva. «È un'occasione per fare memoria dei momenti di svago che hanno formato la nostra cultura e il nostro immaginario», ha spiegato infine Zecchi. C'erano infatti le grandi partite di calcio, c'era il raffinato varietà di Studio Uno che tanto deve all'avanspettacolo e alla tradizione teatrale, c'erano gli sceneggiati e le serie tv che, allora più di oggi, erano un appuntamento fisso con il divertimento. Rigorosamente casalingo, ma in compagnia