«Sveglia ragazzi, tocca a voi salvare il mondo»

Per guarire le ferite del mondo si sono bendati. Ogni fascia un appello. Che dice: «Non ci sono più scuse, non possiamo fregarcene di tutto». Obiettivo: muovere le coscienze dei ragazzi, a suon di musica ma non solo. Attraverso tante battaglie: fame nel mondo, mortalità infantile, Aids, ambiente. Mtv ha così lanciato la campagna No excuse. Niente scuse fate qualcosa per salvare il mondo. I volti delle voci più belle che si battono per una causa. E davanti a tutti c’è lei: Paola Maugeri, tosta, appassionata, senza paura. Ha studiato alla Sorbona di Parigi, al Christ Church College di Canterbury e vissuto tra Chicago e Tijuana. È una numero uno della musica. Trasmette calore a ogni parola.
La musica è ancora capace di cambiare il mondo?
«La musica sarà sempre una forza rivoluzionaria. Tantissimi hanno conosciuto i diritti civili proprio attraverso le canzoni».
E i ragazzi hanno ancora voglia di cambiarlo?
«I ragazzi devono riprendersi la voglia di cambiarlo, aprire le menti, non delegare più niente a nessuno. Cominciando da se stessi».
La frase di una canzone che da sola vale più di mille parole?
«Imagine di John Lennon. Dalla prima all’ultima parola».
Basta la volontà per disarmare il destino?
«La volontà di un uomo solo può cambiare i destini del mondo. Tutti noi possiamo».
Perché la cattiveria è un vanto e la bontà qualcosa da nascondere?
«Perché i valori si sono capovolti. Mai vergognarsi di dare il buon esempio».
Il buon esempio serve ancora?
«L’esempio che una persona può dare a volte è talmente forte che niente, neanche la calunnia, può fermarlo».
E da dove si comincia?
«Ognuno di noi può fare qualcosa, anche di piccolo, ogni giorno, nel suo mondo. La rivoluzione comincia da te. Il mondo poi si adeguerà».
Per essere buoni bisogna diventare anche un po’ carogne?
«Per essere buoni bisogna diventare saggi».
Dica una cosa cattiva ai cattivi del mondo.
«Penso a chi fa prevalere l’interesse di pochi sulle esigenze di molti, penso a chi usa gli altri per sé. Penso che la pagheranno anche qui. Ma non vorrei essere nei panni loro nella prossima vita...».