La svendita Sea porta contributi a Palestina, Egitto e Filippine

E sì che l’assessore al Bilancio era stato chiaro. Il giorno della vendita di Sea al fondo F2i due settimane fa, Bruno Tabacci festeggiava i 385 milioni di incasso per l’amministrazione, ma avvertiva: «Non esaltiamoci, arriveranno molti soldi ma servono a risistemare le finanze del Comune. E soprattutto per costruire la chiusura del bilancio 2011». Il 2012 è un altro capitolo e i milanesi non si illudano di evitare nuove tasse o aumenti di tariffe. Il messaggio era chiaro. Ma sorprenderà (gli stessi milanesi) che nell’ultima seduta di fine anno la giunta sia stata generosa con diversi Paesi stranieri nonostante la crisi. Alla Palestina in particolare sono dedicati 130mila euro. Milano assegna un contributo di 70mila euro al Politecnico per il progetto «G.I.S. Application and support to local planning in Tulkarem Governatorate-Palestina», 30mila euro ad Arci Milano per la «promozione dei diritti dei minori palestinesi attraverso il sostegno al Centro Ipcp per giovani a Betlemme», 30mila euro anche a Vento di Terra per il progetto «Peace architecture for education in Gaza Strip, Centro per l’infanzia a Gaza». Il Comune spende più di 70mila euro anche per un progetto di «agricoltura urbana sostenibile» al Cairo, assegna 100mila euro a Planet Finance Italia per progetti di microfinanza in Egitto e nelle Filippine e altri 100mila per il Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici. In compenso, da ieri è partita la stretta per la concessione dei patrocini. Tra le nuove regole c’è il logo unico (assegnato dal Comune e non da singoli assessorati), l’obbligo di devolvere in beneficenza parte dei ricavi per le iniziative no profit e gli eventi che otterranno il «marchio di garanzia» dovranno essere aperti gratis ai cittadini.