Svendopoli: affari per giudici e generali

Dopo i politici anche giudici e generali: il giro delle case in saldo ai Vip si allarga. Ottimi colpi per Grasso, Ormanni, capo della Dda di Roma, e un alto ufficiale della Finanza. A Roma anche <strong><a href="/a.pic1?ID=204251">case popolari vendute con lo sconto</a></strong>

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Roma - Appartamenti di tutto rispetto a prezzi quanto mai Onorevoli. I buoni affari di «Svendopoli» fanno gola a tanti, e si allunga l’elenco dei nomi noti che hanno approfittato degli sconti per comprarsi le case degli enti previdenziali nelle quali abitavano come inquilini. Ecco dunque che pianta le tende (si fa per dire) in viale Aventino il generale delle Fiamme gialle Michele Adinolfi. Tre anni fa il finanziere si è assicurato due case, comprandole dalla società Initium: un appartamento di quattro vani al piano terra e un attico di otto vani e mezzo, due cantine e un box auto. Prezzo complessivo davvero stracciato: 702 mila euro.
Spuntano le stellette, ma non mancano altri politici. Ieri abbiamo scritto della casa al Flaminio del governatore calabrese Agazio Loiero, e l’Espresso oggi in edicola ne svela, insieme a quelli di tanti altri «vip», i termini dell’acquisto: solo 189mila euro versati alla Scip nel 2005 per ingresso, salone doppio, tre camere, cucina, tre bagni e due balconi. C’è anche il parlamentare azzurro Giuseppe Cossiga che è diventato proprietario di un appartamento a Prati, in via Quirino Visconti. Per 6,5 vani catastali e 47 metri quadri di cantina ha sborsato a Initium 590 mila euro.
Decisamente più caro, anche perché molto più grande, l’appartamento che si è aggiudicato l’ex direttore generale della Rai Biagio Agnes, in via della Farnesina. Due piani, 14 vani, una vasta cantina e un box: tutto concesso per una cifra che supera di poco il milione di euro.
Si torna sotto quota duecentomila euro, un prezzo per il quale a Roma si compra poco più di un box auto, con gli ottimi affari di due magistrati illustri: il primo è il coordinatore della Dda presso la Procura capitolina, Italo Ormanni. Ex vicino di casa di Massimo D’Alema, in una palazzina dell’Inpdap a Trastevere, Ormanni non ha mai fatto le valigie. E nel 2005 si è comprato l’appartamento: 4,5 vani catastali e cantina, circa 80 metri quadrati, per 120mila euro. Stesso miniprezzo per l’uomo che ha catturato il superlatitante Bernardo Provenzano, Pietro Grasso. Il capo della Direzione nazionale antimafia, quando ancora era procuratore capo a Palermo, nel 2001, in cambio di 120mila euro è diventato proprietario della casa che l’Inpdap gli aveva assegnato all’Eur: 5,5 vani catastali più cantina e box. Grasso ha pure un buon vicinato: ha comprato insieme ad altri coinquilini eccellenti, tra cui l’ex viceprocuratore della Corte dei conti Nunzio Piazza.
E proprio la magistratura contabile, si sottolinea, in un'indagine sulle cartolarizzazioni di Stato effettuate nel periodo 1999-2005, definisce quelle dismissioni come «condotte in maniera “opaca”, con obiettivi “tutt’altro che chiari”». Per la Corte dei conti, il «danno erariale» provocato dagli sconti, rispetto alle stime del patrimonio fatte dal governo, ammonterebbe addirittura a 3,48 miliardi.
L’Espresso è anche andato a curiosare nell’elegante condominio di via delle Tre Madonne, ai Parioli, quello dove da una trentina d’anni abita, in affitto, prima dall’Inps e ora da Fondiaria, il filosofo centrista Rocco Buttiglione. Non ci sono nomi sui citofoni, come spesso capita nei palazzi dei potenti, ma secondo il settimanale diretto da Daniela Hamaui i vip sono tanti. C’è Chiara Geronzi della quale, ricorda il settimanale, «gli inquilini dicono abbia preso in fitto tre appartamenti, di cui due attici, per circa 900 metri quadri». C’è Marco Cardia, il figlio di Lamberto, presidente della Consob, anche lui in «Svendopoli» per una casa comprata all’Eur. E «il forzista Beppe Pisanu è di casa, visto che viene sempre a trovare figlio e nipotini», osserva il settimanale, che raccoglie anche lo sfogo di Antonio Jezzi, un avvocato che abita nel palazzo di via delle Tre Madonne. «Quando scadono i contratti di locazione dei vecchi inquilini - accusa il legale, che solo ricorrendo alle carte bollate si è fatto riconoscere il diritto di prelazione in caso di vendita degli immobili - i nuovi proprietari li cacciano senza scrupoli per mettere i loro amici. Che non hanno alcuna intenzione di comprare: qui conviene stare in affitto, soprattutto se i prezzi sono inferiori a quelli di mercato».
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