Sventato attentato su un traghetto diretto in Italia

Arrestate in Croazia due persone: per uccidere un boss locale volevano far esplodere col plastico una nave in viaggio verso Ancona

da Belgrado

Per eliminare un boss serbo a far esplodere un traghetto diretto in Italia. Due persone accusate di «terrorismo» sono state arrestate nelle scorse ore dalla polizia croata nella regione della città dalmata di Zara con l’accusa di aver pianificato un micidiale attentato dinamitardo che - stando ad alcuni giornali - avrebbe potuto essere realizzato sul traghetto Zara-Ancona.
La polizia locale non ha rivelato i nomi dei due arrestati, limitandosi a riferirne le iniziali (T.F. e N.V.) e l’età (33 e 32 anni rispettivamente). Il primo è stato fermato nell’area portuale, proprio nelle immediate vicinanze dell’imbarcadero da cui salpano i traghetti delle linee che collegano la città croata alla costa italiana. Il secondo è stato catturato invece nella vicina località di Obrovac.
Stando al capo della polizia di Zara, Anton Drazina, il progetto di attentato nel quale i due risultano coinvolti avrebbe potuto avere conseguenze gravi e provocare «danni e vittime». Mentre il procuratore cittadino, Ivan Galvic, ha descritto l’azione sventata come un’operazione terroristica, per la potenza dei mezzi a disposizione dei malviventi. I due, quanto pare, erano in possesso di un micidiale ordigno al plastico. Secondo la stampa locale il bersaglio sarebbe stato un capo mafia serbo, esponente della famigerata cosca di Zemun e attivo anche in Croazia: proprio lui, a quanto risulta, avrebbe dovuto imbarcarsi diretto in Italia.
La notizia ha destato stupore nel capoluogo marchigiano tra le nostre autorità inquirenti e investigative. Né il questore Giorgio Iacobone né il procuratore distrettuale antimafia Vincenzo Luzi, competente in materia di terrorismo, erano infatti stati informati ne del progetto criminale né degli arresti eseguiti in Croazia.