LA SVENTURATA MONICA RISPOSE

Gentilissimo dottor Lussana, c'era una volta… un re, una fata, una principessa? No, c'era una volta una giovin Signora, una dottoressa, anzi un'ottima odontoiatra, che, novella Bancaneve, nel lontano 2001 decise di scendere in campo per il Polo delle Libertà, e sapete dove? Nel collegio più rosso della rossa Genova, il terribile collegio 5 Ponente. Monica Puttini, questo era il suo nome, raccolse intorno a sé uno sparuto gruppo di volonterosi, praticamente i sette nani del collegio, che, spinti dall'entusiasmo, si dettero un gran daffare per la riuscita della sua campagna elettorale. Il confronto era troppo impari, le forze avversarie erano soverchianti e meglio organizzate, e Madamigella Monica dovette purtroppo soccombere, anche se con l'onore delle armi. Prima della battaglia decisiva, Madamigella aveva promesso solennemente che anche in caso di sconfitta avrebbe per sempre presidiato il suo collegio di adozione in attesa della tanto sospirata riscossa. Ed infatti… nessuno la vide più. Alcuni pensarono che si fosse tuffata nel lavoro, altri che si fosse ritirata nella quiete domestica, qualcuno si spinse più in là, ipotizzando che avesse cercato la pace in un convento. Niente di tutto ciò. All'improvviso, quando di lei si cominciava ad appannare il ricordo, apparve, luminosa e trionfante. Nella casetta delle Libertà dei sette nani, penserete voi? Sbagliato, miei signori, il suo nome è scritto a caratteri d'oro nel libro degli Assessori della Provincia di Genova, nel campo degli ex avversari ora diventati alleati. La storia di Madamigella Monica non è purtroppo una favola, ma un percorso già visto altre volte. Alcuni candidati sono come i fiumi carsici, che scorrono per un tratto in una valle, poi scompaiono sotto terra per riemergere più in là, magari dove si parla un'altra lingua. In questo caso i fiumi hanno almeno il buon gusto di cambiare nome. Passando dalla fiaba al romanzo, Madamigella ci ricorda piuttosto la «Monica» di Monza, che subì la seduzione del Conte Attilio, infranse il voto di castità e si abbandonò al peccato. Il Conte Attilio (Repetto) chiamò, e anche in questo caso la sventurata rispose.