Svezia, pari in Danimarca E l’arbitro viene aggredito

nostro inviato a Torshavn

Non ne potevano più delle Far Öer, del campetto di provincia e del calcio naïf. Buffon e Cannavaro sono l’emblema di questa stramba trasferta e della brutta piega che ha rischiato di prendere. Gli urlacci cacciati in campo dal capitano diventano parole che pesano negli spogliatoi: «Alla fine volevano andare tutti avanti per fare il terzo gol, abbiamo sbagliato, anche in queste partite bisogna essere bravi ad accontentarsi». Allineato con il suo vecchio compagno di squadra arriva anche Gigi Buffon: gli ha segnato uno degli Jakobsen, il carpentiere («prima la Scozia, poi festeggerò alla grande ho fatto gol ai campioni del mondo»: dice il centravanti nordico), il portiere azzurro se la ride ma si vede che gli girano: «Massì, noi siamo un po’ faciloni, me lo sentivo che potevo entrare nella storia prendendo un gol dalle Far Öer. Certo, avessero segnato il pareggio mi aspettava la leggenda, ma in quel caso me ne sarei andato dal campo». Poi la critica ai compagni: «Abbiamo rischiato di subire il contropiede, quando ci potevamo accontentare di tre punti. In fondo, questi valgono quanto quelli che dovremo fare contro la Francia». La mentalità italiana, questo è il problema dice apertamente Buffon: «Massì non è una questione tattica né tecnica. Abbiamo regalato sogni e gioie, siamo faciloni, ma ora basta. Per mercoledì in Lituania dobbiamo cambiare registro, dare un giro di vite alla mentalità se vogliamo continuare questa rimonta».
Chi non ha problemi di testa e di approccio alla partita è Filippo Inzaghi, dategli un pallone una forma decente e lui non si fa pregare: «Il momento più bello della mia carriera, quando sento l’inno d’Italia mi vengono ancora i brividi, la squadra ha giocato per farmi segnare e quello con Pirlo è uno schema provato a Milanello».
Resta il ct: «Ma non è una vittoria amara. Se Del Piero avesse fatto i due gol che ha sbagliato, avremmo stravinto e l’impressione sarebbe stata sicuramente diversa. Vero, abbiamo pagato le difficoltà tipiche di fine stagione ma questa squadra ha dato tutto quello che poteva». Immancabile la domanda su Totti che ieri ha annunciato che non si sottoporrà all’operazione per togliersi la placca e che si metterà a disposizione della nazionale: «Totti? Lo saluto ma ora mi devo occupare dei miei».