La Svezia si sveglia troppo tardi: una magia di Ibra firma l’addio

Stop alla striscia positiva del ct Blanc che non perdeva da 23 partite. I Bleus sotto di due gol ma vanno ai quarti di finale. Se la vedranno con la Spagna

La Francia affonda, poca concretezza e tanta Svezia che vince meritatamente. Ad elettrizzare l’atmosfera ci pensa Zlatan Ibrahimovic che, finora deluso per il suo cattivo europeo, decide di lasciare il suo marchio. E lo fa come solo lui sa fare, con un gol straordinario appena dentro l’area svedese, al volo su cross dalla destra di Larsson che si era liberato dello svampito Mexes (ammonito nel secondo tempo, salterà la Spagna). I Bleus dovevano scegliere tra Italia e Spagna nei quarti, forse avrebbero preferito gli azzurri, si trovano invece i campioni del mondo, ma certo non si aspettavano una Svezia così, piena di orgoglio, dinamismo e con la voglia matta di vincere.

Gli scandinavi sono Ibra-dipendenti, ma i vari Larsson, Toivonen, un «ringiovanito» Mellberg e Larsson vivono di luce propria e alla distratta difesa francese fanno vedere i sorci verdi. Si interrompe così la striscia positiva di Laurent Blanc che non perdeva da 23 partite e che mai avrebbe immaginato di cadere così malamente a Kiev.

Primo tempo in mano alla Svezia, con un gran palo al 10’ di Toivonen che, lanciato dal solito Ibra, saltato l’incerto Mexes e il portiere Lloris, scarica lateralmente sul palo. In precedenza, al minuti 8, ci aveva provato Ribery, il solo a salvarsi tra i francesi grazie a una grinta e un impegno fuori dal comune, a scaricare su Isaksson. Per il resto tanta Svezia e poca Francia, con il genietto Nasri in difficoltà contro i marcantoni della difesa svedese.
La ripresa non si schioda dal tema precedente, Svezia all’attacco, Francia in controllo. Galletti che non si svegliano neppure quando apprendono del gol di Rooney che li mette al secondo posto. Ma poi le urla di Blanc si fanno sentire, la Francia alza il baricentro, rischia un paio di volte con Lloris costretto a grandi interventi su Wilhelmsson e Mellberg, ma costringe la Svezia a difendersi e le occasioni arrivano anche per i francesi con M’Vila, Menez, e Giroud. E nel recupero la beffa: contropiede, traversa di Holmen, raddoppio di Larsson.