Lo sviluppo della città tra teorie e realtà

Città e sviluppo locale. Questo il tema del dibattito che si è svolto ieri pomeriggio a palazzo Tursi che già dai primi interventi si è spostato su Genova e le sue possibilità di crescere, di divenire città metropoli, di tornare grande e superba come un tempo. Nel corso dei lavori del seminario, introdotti da Giovanni Facco, assessore alle Risorse Umane del comune di Genova, il tema è stato affrontato da diverse posizioni. Quella di un professore di sociologia dell'organizzazione come il prof. Angelo Pichierri, università di Torino, che ha ricostruito la storia delle città italiane dagli anni '90 a oggi, si è incontrata e scontrata con quella di chi, come Carlo Castellano presidente di Esaote, vede nell'high tech il futuro di Genova. O di chi, ancora, come Mario Margini, assessore al commercio del Comune, ha parlato dell'esigenza di creare un piano industriale che «guardi avanti». Tutte le tesi, poi, hanno fatto i conti con la realtà più pratica, di tutti i giorni, riportata dall'occhio critico di Luigi Leone, caporedattore del Secolo XIX e Massimiliano Lussana, caporedattore del Giornale. E, alla fine, tutti - o quasi - si sono trovati d'accordo su un concetto: il fatto che la più grande azienda della nostra città sia la macchina comunale con 14mila dipendenti, deve far riflettere. Non sono mancati, tra il pubblico, Stefano Zara e Enrico Musso. Alla sua vista, prima dell'inizio del congresso, Mario Margini non ha potuto fare a meno di commentare: «Hai già iniziato l'invasione di Tursi? Guarda che non hai ancora vinto».