«La Svizzera ci ha dato una lezione»

Il leghista Boni: «Il Comune ha avuto fin troppa pazienza. Ora vanno rimpatriati nei loro Paesi»

Marcello Chirico

«Abbiamo sbagliato tutto e la Svizzera ci ha dato una lezione su cosa avremmo dovuto fare». Davide Boni, assessore all’urbanistica nonché capodelegazione della Lega Nord in Regione, alla luce della risoluta decisione delle autorità elvetiche di respingere alla frontiera gli ex occupanti di via Lecco che cercavano asilo nel Paese cantonale sembra quasi ridersela sotto i baffi. Un sorrisetto ironico che sembra quasi voler dire «ve l’avevamo detto noi della Lega». Quasi una rivincita.
«La piccola e pacifica Svizzera, patria e sede delle più importanti organizzazioni umanitarie - prosegue Boni - ci ha dato un chiaro esempio di come si deve trattare certa gente. Una vera lezione per tutti coloro che continuano a straparlare di inciviltà e scarsa umanità».
Mi scusi, ma questa povera gente sono dei profughi politici... o per lei sono immigrati clandestini come tanti altri?
«Sono immigrati tout-court. Fossero stati dei poveracci come dice lei la civilissima Svizzera avrebbe trovato un modo per offrir loro solidarietà. Invece li ha rispediti da dove erano venuti, cioè in Italia. Con molta fermezza e decisione, senza un briciolo di deleterio buonismo».
A Milano ne è stato usato troppo, secondo lei?
«Fin dall’inizio avremmo dovuto rispedirli nei loro Paesi o affidarli all’Onu».
E un po’ d’umanità? Proprio non ce la vogliamo mettere?
«Tutte baggianate: verso queste persone il Comune di Milano ha fatto e sta continuando a fare fin troppo. E nonostante ciò, questa gente continua a non essere contenta e a protestare. Alla fine sembra quasi che le istituzioni cittadine se ne siano infischiate, mentre invece non è così. Tutto ciò che si poteva fare per aiutarli è stato fatto, solo che costoro pretendono soltanto tutto per loro e non sanno che esistono pure dei doveri. Chi arriva da altri Paesi dovrebbe iniziare a imparare che non sempre tutto gli è dovuto e che esistono regole da rispettare e che quasi sempre vengono ignorate».
Siamo sotto elezioni: ci intravede la regia occulta di qualche partito politico in tutta questa storia?
«La strumentalizzazione politica è evidente. La prova l’ha data il presidente della Provincia di Milano che, incurante del proprio ruolo, ha fatto di tutto per mettere tutti contro le istituzioni».
Il problema è comunque aperto, visto che la civile Svizzera ci ha rispedito a casa la patata bollente. Per cui, ora che si fa?
«Semplice: li si imbarca sul primo aereo e li si rimanda tutti ai propri Paesi d’origine».