La Svizzera a Rosetti: «Sei più cieco di Ray Charles»

nostro inviato a Berna

Un arbitro italiano ha fatto imbufalire la civile Svizzera. A dimostrazione che tutto il mondo è paese, quando ti pestano il callo o non ti concedono un rigore. Due falli di mano catalogati (giustamente) alla voce inesistenti, hanno fatto perdere la testa (loro, gli svizzeri, dicono la partita) a stampa, tifosi e giocatori. Lacrime e scandalo, titola il quotidiano Le Matin. E naturalmente Roberto Rosetti, l’arbitro di cui sopra, vien messo all’indice. «Con questi due errori l’europeo ha il suo primo scandalo», scrive Nicolas Jacquier, commentatore con fotina accanto al titolo. I fischi del Saint Jacob Park, le bottigliette lanciate dalle tribune, dicono che non siamo malati di moviola e dietrologia solo in Italia. Ma c’è chi non s’è negato l’aspetto burlesco. Un cronista di una radio svizzera ha chiesto a Rosetti, subito dopo la partita: «Ci dica qualcosa su quel fallo di mano...». E lui: «No, mi spiace, non posso parlare». Tanto è bastato perchè l’altro non ci vedesse più e scatenasse il tifoso che si nascondeva dietro quella domanda. Un urlo: «Lei non può nemmeno vedere!». Poi una considerazione: «Quel fallo di mano l’avrebbe visto anche Ray Charles». Vero che Ray Charles ci vedeva anche senza vedere, però non esageriamo!
Rosetti è passato oltre, il giornalista ha sbuffato. Ieri la Svizzera si è ritrovata compatta attorno a quell’ingiustizia che ha prodotto «l’immensa frustrazione». Tv e giornali ne hanno raccontato, qualcuno è arrivato a dire che almeno ci poteva essere la compensazione con il secondo fallo di mano (ancor più innocente del primo). Cose già viste, già sentite, già provate.
Ed, allora, osservando e leggendo reazioni così scomposte, capirete perchè ieri un quotidiano svizzero apriva la prima pagina con questo titolo: «Gli uomini preferiscono il football al sesso». C’è modo e modo di godersela: se in coppia ti deprimi, in coppa ti scateni. Magari contro Rosetti.