Svizzera: tensioni a pochi giorni dal referendum sui minareti

Il 29 novembre ci sarà il voto sulla costruzione dei minareti nel Paese. La moschea di Ginevra è stata presa d'assalto da vandali

Per la prima volta in trent'anni la moschea di Ginevra è stata vandalizzata: alcune vetrate, le imposte in legno della porta e la cupola dell'entrata sono state danneggiate dal lancio di sassi, ha affermato l'iman del Centro culturale islamico di Ginevra, Yussef Ibram, citato dall'agenzia di stampa svizzera Ats.
I fatti risalgono alla notte tra domenica e lunedì e arrivano a meno di due settimane dal referendum «Contro la costruzione di minareti», promosso dalla destra nazional-conservatrice e in programma il 29 novembre.
I responsabili della moschea hanno sporto denuncia penale contro ignoti. La polizia ha sequestrato diversi chili di sassi per rilevare le impronte digitali e il Dna. La moschea ha deciso di assumere un agente di sicurezza per sorvegliare l'edificio di notte. Il 7 novembre un finto appello alla preghiera, che dovrebbe essere fatto da un minareto, era stato lanciato in prossimità della moschea da sconosciuti. La Moschea di Ginevra è stata inaugurata nel 1978 in presenza del Re saudita e del presidente della Confederazione elvetica. In Svizzera, è uno dei soli quattro luoghi di culto dell'islam a disporre di un minareto. Gli altri minareti sorgono a Zurigo (dal 1963), a Winterthur (2005) e a Wangen (Canton Soletta, 2009).
La destra nazional-conservratrice ha lanciato il referendum per vietare la costruzione di nuovi minareti, che non sono un simbolo religioso, bensì - si afferma in un comunicato - un «simbolo del potere islamico». Nessuno di essi è utilizzato per chiamare i fedeli alla preghiera.