La svolta di "Amici", ora vince la lirica

A sorpresa il tenore Matteo Macchioni, 26 anni, in testa alla
classifica sin dall’inizio dello show. In gara spunta anche lo strambo
Davide Flauto detto "Suicidio". Ascolti sempre alti, quasi il 26%

Milano - Una volta, passi. Due pure. Ma se per sei puntate consecutive in cima alla classifica rimane sempre lui, Matteo Macchioni, allora vuol dire che sta per nascere un fenomeno. Luogo del lieto evento: lo show Amici su Canale 5 che, tra l’altro, in questa fase pomeridiana raccoglie il pieno di ascolti (sabato 25,96 per cento di share con tre milioni e 619mila spettatori). Caratteristica del neo fenomeno: è un tenore. E mica uno così così. Matteo Macchioni ha convinto Maria De Filippi già alla prima audizione e tutto lo staff del programma, dagli autori fino al regista, ne parla con lode. Di sicuro la voce è decisamente intonata, molto potente e flessibile quanto basta per affrontare una vasta gamma di opere e canzoni non soltanto classiche. D’altronde questo ragazzo di ventisei anni, né particolarmente bello né tantomeno telegenico, è arrivato da Sassuolo con furore imponendo allo show una categoria nuova, la lirica, e dimostrando che, dopo lo sdoganamento di quello strano metro di valutazione (per l’Italia) che è il talento, il pubblico del programma lo sa finalmente riconoscere alla faccia della manichea divisione tra generi musicali. Se uno è bravo, è bravo e basta. E perciò Matteo Macchioni, che l’anno scorso è stato il più giovane semifinalista del Pavarotti international voice competition, dalla fine di settembre è in testa alla classifica di gradimento senza neanche cantare, per dire, i brani ultra pop di Michael Bublé o Shakira (che sabato era in studio), ma arie complesse che tanti telespettatori forse manco conoscono. Per spiegarci, in tutte queste settimane ha cantato Una furtiva lacrima e Quanto è bella quanto è cara da L’elisir d’amore di Donizetti, La donna è mobile dal Rigoletto di Verdi e sta preparando la Mattinata che Ruggero Leoncavallo scrisse per Enrico Caruso nel 1903. Insomma, è un talento che il maestro Peppe Vessicchio definisce «fuori dal comune» e che ha dalla sua parte la forza dell’innocenza: lo vedi cantare e capisci che quella è la sua passione, oltre che il suo dono. E quando la musica è così, addio alle barriere e chissenefrega se le sue arie tenorili sono cantate durante un programma tv e non sono avvolte dalla solita sacralità imbellettata che ha allontanato il pubblico dalla classica. In fondo, in quasi tutto il mondo, tante grandi orchestre sinfoniche hanno inevitabilmente aperto il loro repertorio alle canzoni pop, che poi non sono altro che l’evoluzione popolare del melodramma. E anche così, in piena fase di crossover, si spiega il clamoroso gradimento di Matteo Macchioni, capofila in quello show che per anni ha incoronato talenti pop come Alessandra Amoroso, Marco Carta, Valerio Scanu o Luca Napolitano, tutti pienamente in classifica, tutti ormai a pieno titolo tra i punti di riferimento dei giovani. Bisogno di rinnovamento, si dirà, del format che Maria De Filippi ha lanciato otto anni fa, scontrandosi con la diffidenza (cieca) della discografia e di molta critica. Può essere. Ma è soprattutto l’esito di un processo di «sprovincializzazione» della musica che ha aperto nuove frontiere anche in altri mercati. E basta guardarla, questa edizione di Amici. Dietro al tenore, nella classifica di gradimento c’è Davide Flauto, detto scherzosamente Davide Suicidio, un pallido milanese di 21 anni che sembra preso dal vecchio pubblico degli Hüsker Dü oppure, per stare nel presente, di My Chemical Romance e di 30 Seconds to Love. È vestito stile «emo pop», sprizza insicurezza da tutti i pori e non per caso è preparato da quel Charlie Rapino che di miracoli musicali se ne intende. Sembrava fuori gara ma è tornato al secondo posto, persino davanti alla sofferente Loredana Errore e al cantautore PierDavide Cardone, due cantanti che dal trampolino di Amici rischiano davvero di fare un bel tuffo nel pop che conta.