La svolta arriva dai teatri: poltrone assegnate e verifica della carta di credito

Anche la Scala finisce nella morsa del bagarinaggio on line. L'ultimo episodio è quello dei biglietti per la Traviata, in scena dal 28 febbraio. Impossibile trovarli al prezzo originale (dai 15 ai 250 euro a seconda della posizione). In pochi secondi spariscono dai canali ufficiali di vendita e ricompaiono sui siti di secondary ticketing a prezzi che sono tre volte tanto.

L'ennesimo episodio di rincari ingiustificati convince il Codacons a chiedere alla Procura il sequestro dei biglietti. Ma è lo stesso teatro che, da qualche mese, pensa di prevenire il problema. E fa scuola, anticipando una soluzione che un domani potrebbe essere utilizzata anche nei palazzetti e negli stadi su una platea ben più ampia.

Si tratta del biglietto nominale. Significa che prima di accedere al foyer, tutti gli acquirenti devono fornire un documento alla biglietteria. E se il nome e il cognome non coincidono con quelli sul biglietto, il ticket di ingresso può essere annullato e rimborsato (ovviamente alla cifra originaria del concerto e non a quella rincarata dei siti on line). Un metodo che dovrebbe scoraggiare il mercato «di rimbalzo» dei concerti e contemporaneamente far maturare nei fans e negli appassionati di musica una consapevolezza maggiore sui canali di vendita che scelgono.

Negli Stati Uniti, in occasione del musical Hamilton, uno dei maggiori successi di Broadway, è stato sperimentato un altro metodo innovativo: l'ingresso «senza biglietto». Per entrare in teatro bisogna far passare su un lettore magnetico la stessa carta di credito usata per comprare il biglietto on line.