«La svolta di Berlusconi per l’Italia»

Entro in lastampa.it e mi incuriosisce l’invito «Dite la vostra» sull’annuncio del presidente Berlusconi. Una valanga di gente astiosa; tutti, seguendo la linea del quotidiano, ignorano il successo delle otto milioni di firme e si scagliano urlanti contro la trovata del «Berlusca»: sembra di tornare indietro di tre o quattro anni. Che dire? Personalmente me l’aspettavo, e non mi meraviglia che alleati ed avversari arriccino il naso e sentano puzza di bruciato; sì, qualcuno gli sta bruciando le poltrone.

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Sono contento della grande iniziativa del nostro amato Silvio Berlusconi. Ancora una volta ha dimostrato di essere il più grande. Fini non andrà lontano, coi suoi tradimenti è possibile faccia la fine politica di Giuda. Idem Casini e Cesa. Lasciamoli a piedi che tirino il loro carretto: sempre che ne abbiano uno. Grazie Silvio! L’Italia onesta e perbene è con te.
Antonio Fais e-mail

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La svolta che il Presidente Berlusconi ha imposto nelle ultime ore è un segnale molto importante; mi fa ben sperare. Mi auguro vivamente che la «base» possa davvero contare da ora in poi, che la classe politica dirigente venga totalmente rinnovata e soprattutto che si avvii un percorso di ascolto, studio e analisi dei vari problemi del nostro Paese al fine di fornire quanto prima una base programmatica e di valori chiara e concreta.
Domenico Savino e-mail

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Sono felice di questo colpo d’ala di Berlusconi. Sono iscritto ad Alleanza nazionale da sempre. Ma questa volta voterò Berlusconi se il mio presidente Gianfranco Fini prenderà le distanze. Non ne posso più di Veltroni e Prodi e di tutti i rossoverdi alla Pecoraro Scanio. Uber alles Silvio.
Francesco Destito e-mail

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Bravo Cavaliere, finalmente stai eliminando la zavorra. Fini e Casini, gli alleati più fedeli del centrosinistra, possono lamentarsi quanto vogliono. È inutile che facciano gli offesi, le elezioni le abbiamo perse per colpa loro, dei loro veti e del loro ostruzionismo in campagna elettorale; e Prodi è ancora in piedi soprattutto grazie a loro. Adesso hanno un lavoro serio: trovare consensi da soli mettendoci la loro faccia, senza il comodo appartamento di Forza Italia e della Cdl, e convincere il loro elettorato che non vogliono inciuciare con Prodi & Veltroni con le riforme da barzelletta. E quando perderanno i pezzi, dovranno tornare ad Arcore col cappello in mano. Altro che discontinuità!
Francesco Urselli e-mail

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La ormai defunta Cdl doveva estinguersi, stava facendo acqua da più parti per l’indifferenza voluta dagli alleati della coalizione. Un cambiamento di tale portata era un atto dovuto a noi fedeli di Fi, tantissimi italiani che hanno sempre creduto nella forza innovatrice di Berlusconi per un’Italia migliore. Gli attacchi no-stop isterici di Fini contro il Cavaliere dovevano essere in qualche modo «puniti» con qualcosa di eccezionale. A mio modesto avviso, tanto carattere il primo rappresentante di An poteva tirarlo fuori in campagna elettorale contro Prodi & co. invece di lasciare solo Berlusconi a lottare per il bene comune. Casini, ahimè, dimostra di essere proprio della stessa bassa scuola di Follini.
Mario Lazzarato e-mail

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Grandissimo Berlusconi con il Partito del popolo italiano della libertà. Ha fatto benissimo a rivolgersi direttamente agli elettori. Basta con chi, come Udc e Lega, non ha fatto opposizione e basta anche a chi si è limitato a fare una manifestazione dopo un anno e mezzo. E anziché criticare il governo peggiore della Repubblica criticano Berlusconi che fa opposizione in Parlamento ma anche nel Paese con manifestazioni e raccolta di firme. Ma se non si alleano con lui e il nuovo partito con chi altri?
Paolo Bravi e-mail

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Berlusconi ha dovuto reagire a quella che a lui sembrava una congiura per farlo fuori. I suoi ripetuti sfottò verso tutta la classe politica dei «mestieranti del non fare», aveva ricompattato tutti i politici dell’arco costituzionale sino al punto di accordarsi fra loro, indipendentemente dai due schieramenti, per disfarsi della sua presenza. Ma per essere sicuri di liberarsene, bisognava che la Cdl perdesse le elezioni che si accingeva a vincere ancora una volta. A questo gioco si prestarono Casini e Fini con il loro tergiversare continuo su ogni iniziativa berlusconiana. Ma, poiché le percentuali di vittoria erano ancora alte per il Cavaliere, specialmente dopo il suo intervento a Vicenza, ecco scendere in campo Paolo Mieli che dichiara di schierare il Corriere a favore di Prodi proprio alla vigilia delle elezioni che non ha, mi pare, alcun precedente in Italia. Ciò che ancora sorprende è la presa di posizione della Confindustria, presieduta da Montezemolo, che, in teoria, avrebbe dovuto parteggiare per un governo ad impronta liberale. A questo punto Berlusconi, dopo aver favorito la discesa al suo fianco con esiti positivi della Brambilla, decide di mettersi in gioco come nel ’93, scommettendo ancora una volta sul suo carisma di leader indiscusso. Vincerà anche questa scommessa? Noi glielo auguriamo di cuore.
Vincenzo De Leo e-mail

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E chi è che non fa errori? Tutti nella nostra vita possiamo fare degli errori, Berlusconi come Prodi. Siamo uomini, non macchine. A Milano Berlusconi spiazza gli alleati che ne contestano la linea politica. Anziché difendersi passa al contrattacco, utilizzando l’iniziativa della raccolta di firme nei gazebo per mandare a casa il governo Prodi, non condivisa da An e Udc. Oggi Berlusconi ha commesso un errore.
Mario Pulimanti - Roma

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In un primo momento la stampa ha riferito che Berlusconi aveva fondato il Partito del popolo italiano della libertà ed io pensavo di consigliargli di completare l’opera fondando anche un nuovo quotidiano: «Il Popolo d’Italia», magari dandogli come direttore responsabile Alessandra Mussolini. Ma in serata ho appreso dalla televisione che il nuovo partito si chiamerà Il popolo della libertà e quindi pericolo (si fa per dire) scongiurato. In ogni caso, personalmente, da antico forzista quale sono, aderisco al nuovo partito e speriamo che sia la volta buona per andare a nuove elezioni.
Domenico Fiordelisi, e-mail

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Sono abbastanza favorevole allo scrollone che ha dato Berlusconi, soprattutto se servirà veramente a dare una bella botta a Casini e Fini. Avrebbe potuto già farlo quando era primo ministro e i traditori di An e Udc, veri pagliacci della politica, lo costrinsero all’umiliante sceneggiata delle dimissioni e del nuovo incarico: se si fossero tenute nuove elezioni, li avrebbe spazzati via. Per la Lega Nord, che in ogni caso non sarebbe mai entrata in qualsiasi partito unico del centrodestra, penso che non cambi la strategia: appoggio esterno ed eventuale confederazione su programmi condivisi, o da soli, a vendere cara la nostra pelle. Al contrario degli altri partiti che, a parte la caccia alle poltrone, non sanno chi sono, cosa vogliono e dove vanno, noi, grazie al nostro segretario Umberto Bossi, abbiamo ben chiara la nostra identità e i nostri ideali. Spero comunque che tutto il marasma creato dal Cavaliere non si riduca ad una semplice (anche se giustificatissima) vendetta ritardata, alla mera sostituzione di Casini con Giovanardi e di Fini con Storace.
Giuliano Citterio e-mail