Svolta in Capitalia, Geronzi licenzia Arpe

da Milano

Capitalia alla resa dei conti. Il presidente del gruppo Cesare Geronzi ha preso l’iniziativa di convocare il patto di sindacato per domattina e ha inserito nell’ordine del giorno del cda, già previsto per il pomeriggio (per approvare il bilancio 2006), la «revoca dei poteri dell’amministratore delegato» Matteo Arpe «e conferimento di deleghe ad altro amministratore».
E mentre in Borsa si diffondevano tali sviluppi, il titolo del gruppo iniziava a rotolare verso il basso spinto da forti ordini di vendita. Con un saldo, a fine giornata, negativo di quasi il 4%, a quota 6,7 euro, e scambi oltre il 2% del capitale. Il mercato che, da 6 anni, vede in Arpe il garante della storia di ristrutturazione di Capitalia, all’idea di un divorzio dall’ad ha reagito vendendo a mani basse: i miliardi di capitalizzazione bruciati sono stati 700.
La giornata chiave sarà quella di oggi, vigilia del patto e del cda. Sia i «pattisti» (17 soci che hanno insieme il 31%), sia i 20 consiglieri dovranno riflettere sulla linea Geronzi. Anche se la posizione di Abn Amro, primo socio con l’8% e favorevole a Geronzi, sembra essere decisiva. Per il patto Geronzi ha preparato un ordine del giorno che prevede la «relazione del presidente di Capitalia sulla governance del gruppo e deliberazioni relative», in esito al successivo consiglio. Da quanto si apprende da fonti vicine alla presidenza, la questione della governance, tradotta nelle intenzioni di Geronzi, riguarda «il rispetto delle regole scritte e non scritte del mondo bancario». In altri termini si può immaginare che il presidente intenda portare all’attenzione dei grandi soci una sorta di dossier di situazioni nelle quali l’ad non avrebbe rispettato tali regole. Dove, tra quelle non scritte, c’è senz’altro la presa di posizione di Arpe di una settimana fa, quando espresse contrarietà sull’ingresso del socio spagnolo Santander nel capitale della banca, subito a ruota delle dichiarazioni di senso diametralmente opposto del suo presidente.
Poi la parola passerà al cda che dovrà decidere la revoca delle deleghe di Arpe. L’ordine del giorno è stato integrato ieri, apposta. Mentre non è stata introdotta la cooptazione di un nuovo consigliere, che pure sarebbe possibile avendo Capitalia la possibilità di portare le poltrone del board da 20 a 21. Il che fa pensare che l’eventuale redistribuzione delle deleghe di Arpe possa andare a un membro del cda, e non a un esterno. Per questo la soluzione interna è poco probabile. Viceversa il candidato di Geronzi sarebbe Paolo Cuccia, consigliere in quota ad Abn. Non a caso ieri il plenipotenziario della banca olandese, Paolo Spinelli, si è recato in via Minghetti dove erano riuniti Geronzi con il presidente del patto, Vittorio Ripa di Meana. Anche se circola pure l’ipotesi che le deleghe passino tutte allo stesso Geronzi, almeno in attesa che le acque si calmino.
In ogni caso l’idea del presidente è quella di una soluzione transitoria, che serva per guidare la banca in quei «prossimi tre mesi» nei quali il presidente ha già da tempo fatto capire che intende preservare lo status quo di tutti gli equilibri bancari, da Mediobanca fino a Generali. Per questo il prossimo ad (per ora avrebbero declinato l’invito sia Modiano, sia Innocenzi, mentre «piacerebbero» anche De Bustis e Faenza) arriverebbe solo in un momento successivo, a ridosso dell’assemblea di bilancio in programma nella tarda primavera.