Svolta epocale per l’ippica Il controllo delle scommesse passa ai Monopoli di Stato

Ci siamo. La gestione delle scommesse ippiche passerà all’Amministrazione dello Stato mentre l’Unire manterrà la gestione tecnica del comparto con particolare riguardo all’organizzazione delle corse. Una novità storica, attesa da tempo per dare la scossa a un settore in rottura prolungata che non appare in grado di uscire dalla crisi. Tutti d’accordo, a cominciare dalla politica per finire ai Monopoli. È quanto scaturito nel corso del convegno promosso da Snai a Fieracavalli che ha fatto seguito alle importanti dichiarazioni di Giancarlo Galan, il ministro dell’agricoltura: «È un cambiamento necessario, direi indispensabile. La crisi dell’ippica è evidente, da qualsiasi parte la si guardi, anche se c’è qualcuno che gioca con i numeri e le statistiche. Mi chiedo cosa sia stato fatto nell’ultimo declinante decennio. Il cuore della riforma prevede modifiche sostanziali all’interno del sistema scollegando il finanziamento del mondo ippico dalla diretta organizzazione delle scommesse. Siamo in molti a guardare con fiducia al modello Coni, che affida ai Monopoli di Stato la gestione esclusiva delle scommesse in cambio di un trasferimento statale, serio e stabile, all’ente per l’espletamento dell’organizzazione sportiva. Nel caso dell’Unire al sostegno dell’ippica in generale, dall’allevamento dei cavalli alla gestione delle corse». Dello stesso parere l’on. Alberto Giorgetti, sottosegretario del ministero dell’economia: «Siamo sempre dell’idea di creare un tavolo ministeriale per un confronto sempre più attento e puntuale tra operatori e amministrazione. La scommessa ippica ai Monopoli è una buona idea che non si esaurisce però in questo passaggio, ma va considerata in un ambito politico più articolato».
Immediata la disponibilità dell’Amministrazione dello Stato. Basta ascoltare le parole di Antonio Tagliaferri, direttore dei giochi, presente al convegno con l’on. Giorgetti, Massimo Passamonti (Sisal), Maurizio Ughi (Snai) e Giuliano Frosini (Lottomatica). Ecco il passaggio più interessante: «Un’ippica gestita direttamente da Aams? Siamo pronti all'evenienza, ma ogni decisione spetta alla politica. Se ci verrà chiesto dal governo, saremo pronti a farlo. Ritengo però che sia indispensabile tracciare prima la linea del rilancio, garantendo le indispensabili risorse ai gestori del comparto». In un intervento precedente Ughi aveva alzato ulteriormente l’asticella: «L’Amministrazione si occupa della gestione dei giochi, ritengo quindi che sia giusto affidarle non solo l’ippica ma anche le case da gioco, due settori vitali ancora slegati dalla gestione diretta dei Monopoli. Fermo restando che all'Unire dovrà rimanere la gestione più puramente tecnica delle corse attraverso i regolamenti, il controllo della regolarità e la preparazione dello spettacolo, toccherà allo Stato trovare la giusta formula per finanziare il settore. Il contributo fisso mi sembra la soluzione ideale, simile a quella sperimentata con successo dal Coni alcuni anni fa». In linea con questa ipotesi anche Passamonti che non è stato tenero con l’Unire: «L’ippica non ha avuto un governo negli ultimi dieci anni e ora ne ha un bisogno assoluto. Dal punto di vista del gioco bisogna passare alla fase in cui la scommessa ippica non corre più da sola ma vive una forte concorrenza». «In altre parole – ha sottolineato Frosini - deve diventare un prodotto appetibile aperto al mercato e capace di attirare nuovi clienti».