«Svolta» filo-Usa in Corea del Nord: sì agli hamburger

Pyongyang Qualcuno parla già di rivoluzione, e in parte lo è davvero. E pazienza se si tratta di una scelta che ha la chiara ambizione di conquistare i suoi sudditi. Di certo c’è che il nuovo leader nordcoreano Kim Jong-Un ha deciso di imprimere una svolta alla vita quotidiana dei suoi concittadini. Come? Autorizzando il consumo di hamburger e patatine fritte, permettendo alle donne del suo Paese, noto per essere il più chiuso del mondo alle mode occidentali e intossicato da una propaganda ossessiva contro tutto ciò che arriva dall’America e dintorni, di indossare pantaloni e scarpe con zeppe.
Si tratta, riferisce il quotidiano americano New York Daily News, di un cambiamento epocale, visto che finora i pantaloni erano consentiti alle donne solo nei campi o in fabbrica. «È certamente una campagna di avvicinamento ai giovani e ai bambini», ha notato Marcus Noland, del Peterson Institute for International Economics. Kim Jong-Un «sembra molto più socievole di suo padre. Compare spesso in pubblico e posa per le foto», ha aggiunto l’esperto. Un’inattesa dimostrazione di elasticità da parte di un leader che è il prodotto di un sistema «dinastico» unico al mondo, in cui i dittatori di stampo stalinista si trasmettono il potere di padre in figlio (con Jong-Un si è giunti alla terza generazione).
Commenti

mila

Gio, 05/07/2012 - 15:43

In Corea come in Europa, dagli USA si prendono sempre le cose peggiori.