Svolta internazionale per i Musei Vaticani

Con la nomina a direttore dell’ex ministro Antonio Paolucci, Benedetto XVI intende accentuare il rilancio delle preziose raccolte

Antonio Paolucci, uno dei più noti storici dell’arte italiani, già ministro dei Beni Culturali ed ex-Soprintendete per il Polo Museale a Firenze, sarà il nuovo direttore dei Musei Vaticani. La decisione di Benedetto XVI sarà resa nota all’inizio della prossima settimana. Paolucci sostituisce l’attuale direttore, l’archeologo Francesco Buranelli, il cui incarico era scaduto lo scorso maggio.
La scelta di Paolucci, un grande e stimatissimo professionista della cultura italiana, sta a indicare la volontà del Pontefice e del Segretario di Stato Tarcisio Bertone di rilanciare a livello internazionale i Musei Vaticani, con un’attenzione particolare alla salvaguardia, alla conservazione e alla valorizzazione delle opere preziose conservate in quella che Papa Giovanni Paolo II ha definito «una delle più significative porte della Santa Sede aperte sul mondo».
Paolucci ha iniziato la sua carriera al ministero per i Beni e le Attività Culturali nel ’69. A partire dall’80 ha ricoperto il ruolo di soprintendente, prima a Venezia, poi a Verona, Mantova e infine a Firenze, dove è stato Soprintendente speciale per il Polo Museale Fiorentino e Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana fino all’anno scorso. Dal gennaio ’95 al maggio ’96 è stato ministro per i Beni Culturali durante il governo Dini. Dopo il terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche, nel ’97 è stato nominato Commissario straordinario per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi. Ha al suo attivo molte monografie (una sulle Pietà di Michelangelo) e saggi sulla pittura rinascimentale.
La decisione di Papa Ratzinger non rappresenta una novità assoluta: anche Paolo VI decise di chiamare alla guida dei Musei Vaticani una personalità riconosciuta come Carlo Pietrangeli, noto curatore fino a quel momento dei Musei Capitolini.
I Musei Vaticani sono tra i più visitati del mondo: nel 2006 le presenze hanno superato i quattro milioni e il trend è in crescita. Il primo nucleo museale è costituito dalla raccolta di sculture formata da Giulio II (1503-1513). I Papi furono tra i primi regnanti a mettere a disposizione della cultura e del pubblico le raccolte d’arte del loro palazzo. Come raccolta ed esposizione ordinata di opere, i Musei nascono dalla decisione dei Papi Clemente XIV (1769-1774) e Pio VI (1775 -1799): dai loro nomi deriva l’appellativo di Museo Pio-Clementino. Pio VII, all’inizio dell’Ottocento ampliò notevolmente le raccolte di Antichità Classiche, e arricchì la Raccolta Epigrafica ospitata nella Galleria Lapidaria. Gregorio XVI (1831-1846) fondò il Museo Etrusco, quello Egizio, e il Museo Profano Lateranense, con statue, bassorilievi, mosaici di età romana. Il suo successore Pio IX inaugurò il Museo Cristiano, mentre Pio X aggiunse il Lapidario Ebraico. Papa Pio XI raccoglierà la Pinacoteca Vaticana in un apposito edificio presso il nuovo ingresso dei Musei, mentre sarà Giovanni XXIII a far trasportare in Vaticano alcune delle antiche collezioni che si trovavano nel palazzo Lateranense. Nel 1973 si è aggiunta la Collezione di Arte Religiosa Moderna e Contemporanea, voluta da Paolo VI.