La svolta di Nek: «Il prossimo disco me lo suono tutto da solo»

A dirla tutta, Nek è sempre rimasto sospeso a metà. Ha venduto tanti dischi, per carità, oltre otto milioni di copie in mezzo mondo sin da quando Laura non c’è è diventata una canzone irrinunciabile per spiegare il mainstream degli anni Novanta. E, a cavallo di una voce riconoscibile e di un buon istinto pop, ha scritto brani belli in assoluto come Lascia che io sia. Insomma, adesso che pubblica il suo Greatest hits 1992 - 2010 con tre brani inediti e qualche rarità, «festeggio diciotto anni che non si possono dimenticare». Però c’è sempre quella cosa là, l’evoluzione completa, che è sempre lì sotto traccia ma che non esplode mai. E anche l’ultimo disco di inediti, Un’altra direzione dell’anno scorso, aveva i germogli inespressi del cambiamento. Perciò lui, quatto quatto, questa estate è andato in giro suonando nel Quartet Experience e innestando più rock nei suoi arrangiamenti, con un risultato che, a detta pure del pubblico più conservatore e affezionato, gli ha tolto quella patina scintillante che forse non è più sua fino in fondo. Poi è diventato papà: e di una bambina, Beatrice Maria, che appena nata si è ritrovata con una canzone dedicata a lei, È con te. Guarda caso, è una ballata (compresa nel Greatest Hits) che ha venature rock, quasi che fosse quella realmente la nuova strada che lo attende. Lui, sornione, lo ammette: «È così, mi sto evolvendo verso un rock più duro e nel prossimo album senz’altro si sentirà». Occhio, parlando di Nek, per rock duro non si può pensare ai Sepultura o ai Motorhead ma a una velatura musicale più nitida e chitarrosa e, probabilmente, a una dolce e più marcata aggressività. Ma quello è, e si capisce dall’entusiasmo con cui ne parla. Intanto, «ripeterò l’esperienza dal vivo con questo quartetto, mi sento davvero a casa in una band, mi sono stancato di salire sul palco e avere tutti i riflettori su di me e non poter condividere con nessuno questa strana situazione di essere in prima fila sul proscenio». E poi l’annuncio più bello, la quadratura del cerchio: «Nel prossimo album vorrei suonare tutti gli strumenti da solo, come ha fatto Lenny Kravitz». E sarà quello, forse, il passo in avanti che anche lui si aspetta.