Svolta nelle relazioni Iran-Irak: a Bagdad arriva Ahmadinejad

In agenda i delicati rapporti tra sunniti e sciiti, vicini a Teheran

da Bagdad

Svolta nelle relazioni tra Iran e Irak, che ai tempi della dittatura di Saddam Hussein si sono combattuti in una guerra quasi decennale: il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è arrivato ieri sera a Bagdad per una visita ufficiale. Si tratta della prima visita di un presidente iraniano dopo la fondazione della Repubblica islamica nel 1979. Dalla primavera del 2005, invece, si sono moltiplicati i contatti bilaterali, testimoniati anche dalle diverse visite a Teheran compiute dal presidente iracheno, il curdo Jalal Talabani.
I colloqui tra Ahmadinejad e le autorità irachene si preannunciano difficili: gli Usa accusano Teheran di interferenze politiche, appoggiando gli estremisti sciiti. Il regime degli ayatollah è inoltre sospettato di manovrare attacchi della guerriglia alle forze della Coalizione presenti in Irak, anche se il grosso dei ribelli è costituito da sunniti, minoranza etnica nel Paese alla quale apparteneva il deposto dittatore Saddam Hussein. A gettare olio sul fuoco della rivalità tra i due gruppi religiosi contribuiscono le recenti parole del capo di al Qaida, Osama bin Laden, il quale ha accusato la classe dirigente sciita, oggi al potere a Bagdad, di massacrare i sunniti.
E anche ieri, per il secondo giorno consecutivo, la più importante formazione politica sunnita ha boicottato i lavori del Parlamento in segno di protesta per il sequestro, l’altro giorno, di una deputata del loro movimento, Taiseer Najah al Mashhadani, rapita con sette guardie del corpo a un posto di blocco nella zona sciita della capitale.
Ormai non passa giorno senza spargimenti di sangue. Ieri sono stati registrati attentati in diverse località del Paese. In mattinata l’esplosione di un’autobomba, parcheggiata all’interno del mercato di Mosul, ha causato 7 morti e 28 feriti. I terroristi volevano colpire una pattuglia della polizia ma tutte le vittime sono civili. Una persona è morta e almeno 12 sono rimaste ferite da un proiettile di mortaio che poco prima ha colpito un mercato di frutta e verdura in un quartiere nord occidentale di Bagdad. Sempre nella capitale un attentatore suicida si è fatto esplodere ferendo 2 militari, 2 agenti di polizia e un civile. Infine, almeno 3 persone sono morte e altre 22 sono rimaste ferite in un attentato dinamitardo avvenuto in un mercato di Mahmoudiyah, 30 chilometri a sud della capitale.
Stando a quanto scrive Al Adala, quotidiano del Consiglio supremo della rivoluzione islamica in Irak (Sciri), il maggior partito della lista unica sciita vincitrice delle elezioni di dicembre, il numero due del deposto regime, Izzat Ibrahim al Douri, il cui nome compare in testa alla nuova lista di 41 super-ricercati stilata dalle nuove autorità irachene, sarebbe ricoverato in un ospedale nello Yemen.